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giovedì 25 gennaio 2018

Marvel vs DC: falsi miti e bugie clamorose



Secondi antichi sistemi filosofici, ogni cosa al mondo è duale: la luce si oppone alle tenebre, la vita alla morte, l’alto al basso e così via. Questa dicotomia esiste anche nel mondo dei fumetti, quelli di super eroi in particolare, con l’eterno confronto fra Marvel e DC. I fan sostengono la superiorità del proprio universo fumettistico preferito contro l’altro in duelli verbali e sfoggio di cultura nerdistica tali da far pensare cosa succederebbe al mondo se tanta foga venisse messa al servizio di cause più nobili. In Italia, la Marvel vanta una presenza storica più radicata: dagli anni ’70 con le edizioni Corno, fino a quelle odierne della Panini Comics, i fumetti della Casa delle Meraviglie sono più o meno sempre stati presenti nelle edicole e nelle fumetterie. La DC, nonostante i suoi eroi siano in giro storicamente da più tempo di quelli della sua rivale, ha invece avuto una scarsa penetrazione in Italia. Diversi editori hanno tentato di proporre in Italia le sue storie, con alterne fortune ma, soprattutto, lunghi periodi di inattività editoriale. Dal 2007 le cose sono cambiate: prima la Planeta De Agostini, poi la Lion, hanno mantenuto una presenza fissa in edicola e in fumetteria, permettendo ai fumetti di DC di farsi conoscere al grande pubblico. Il gap fra Marvel e DC in Italia resta comunque una verità ineludibile, verità dovuta unicamente a ragioni editoriali e non alla minore qualità dei fumetti proposti.




La diatriba Marvel e DC, negli ultimi anni, si è spostata al cinema: la nascita del Marvel Cinematic Universe e la risposta della sua rivale con il DC Extended Universe, ovvero il tentativo di creare universi cinematografici condivisi con i loro super eroi come protagonisti, ha portato lo scontro tra i fan a livelli impensabili. Il progetto cinematografico della Marvel è andato rapidamente in porto, con grossi successi di pubblico e di incassi, diventando una pietra di paragone per tutti gli altri studios. Il DCEU pare invece arrancare, non avendo ancora trovato la quadratura del cerchio, i suoi film si alternano fra modesti successi e critiche ferocissime. Ma è davvero così? Al di là dei gusti personali, trovo che le critiche al DCEU sono viziate da profonda partigianeria. Poiché la Marvel ha trovato il successo con la sua strada, la DC è stata criticata sin dall’inizio per non averne seguito le orme. Fan esagitati che esaltano film Marvel che sono autentiche immondizie, sembrano dimenticare i loro canoni di giudizio quando si trovano a commentare un film della DC. Lo scopo di questo articolo è analizzare alcune delle frequenti critiche rivolte ai film del DCEU per vedere se c’è qualcosa di vero. Andiamo a cominciare!




I tempi del DCEU sono stati affrettati

La Marvel ha cominciato con film sui singoli eroi e solo dopo averli presentati tutti, li ha riuniti in un film corale come “The Avengers”. La DC ha cominciato con “Man of Steel”, film a solo su Superman, ha inserito Batman e Wonder Woman in “Batman v Superman”, quindi ha utilizzato il film “Justice League” per presentare gli eroi mancanti. La critica dei fan è che la DC ha fatto le cose “troppo di fretta”. Questa critica è faziosa, oltre che falsa. E’ faziosa, perché presuppone che la DC debba comportarsi per forza come la Marvel, come se il modello Marvel fosse l’unico giusto e meritevole. E’ falsa perché, conti alla mano, si può vedere che il film corale della DC, Justice League, ha seguito più o meno le stesse tempistiche temporali della Marvel. Fra “Iron Man”, primo film della Marvel, del 2008, e “The Avengers”, il film di gruppo della stessa, uscito nel 2012, sono passati 6 anni e 5 film. Per la DC, fra “Man of Steel”, del 2013, e “Justice League”, del 2017, sono passati 4 anni e 4 film. Differenze davvero ridicole, che demoliscono totalmente questa critica. La DC non ha affrettato i tempi, ha semplicemente fatto le cose in maniera diversa.




Il DCEU sta copiando la Marvel

Questa critica è davvero ridicola. La DC esiste da più tempo della Marvel, i suoi eroi sono stati spesso e volentieri copiati dalla Marvel (Flash, Darkseid, lo stesso Superman) e prima che questa portasse al cinema Iron Man, la DC aveva già avuto sugli schermi Superman e Batman. E’ vero che nessuno aveva ancora creato un universo condiviso che ricalcasse quello dei fumetti ma davvero basta solo questo per ritenere che la DC voglia copiare la Marvel? Qui non si tratta di copiare, bensì di mettere a frutto, su schermo, un patrimonio di fumetti inestimabile e davvero non c’è niente di male che la DC voglia fare lo stesso. Sarebbe stato molto più grave se non ci avesse provato, non trovate?




Wonder Woman è l’unico film riuscito

Apparentemente è una semplice dichiarazione di gusti personali, solitamente non discutibile ma se la eleviamo a critica, è dannatamente sbagliata. Wonder Woman è l’unico film del DCEU salvato dalla critica americana ma l’unico motivo per cui è stato salvato, spiace dirlo, è perché ha una protagonista femminile ed è stato girato da una donna. L’unico motivo. E con i tempi che corrono si capisce perché pure i fan Marvel sono stati zitti, non sia mai che vengano accusati di maschilismo. A me però non importa nulla e dico che, cinematograficamente parlando, Wonder Woman è un film mediocre, un film di origini non dissimile da tanti altri. L’unica cosa davvero azzeccata del film è la protagonista, Gal Gadot non sembra Wonder Woman, Gal Gadot è Wonder Woman, ma il film resta comunque mediocre. I film devono essere criticati ed apprezzati per il loro valore reale, non per circostanze esterne che non centrano nulla. Che sia stato girato da una donna, per me ha un valore pari a zero, poteva girarlo Steven Spielberg e avrei comunque detto che non valeva nulla. 




Batman di Ben Affleck è indegno

Capisco che i fan possano essersi affezionati al Batman di Christian Bale e alla bellissima trilogia di Christopher Nolan. Anche io l’ho apprezzata molto ma il Batman dei fumetti ha molte facce e quello di Nolan ne incarna solo alcune. Per certi versi, il Batman di Nolan non è il Batman dei fumetti, ne ha alcune caratteristiche ma, a conti fatti, i suoi film non sono un esempio tipico di film di super eroi. Batman è un personaggio incredibile, over the top, si confronta da semplice umano con gente come Superman e Lanterna Verde, ha una mente incredibile, sta sempre 10 passi avanti al nemico, è il principe dei detective e di tutto questo non c’è traccia nella saga di Nolan. Il Batman di Ben Affleck è un tentativo, a parer mio ben riuscito, di mostrarci un Batman più vicino alle sue radici fumettistiche, perlomeno alcune. La sua interpretazione in Batman v Superman per me è stata buona, la sua scena di combattimento al porto di Gotham per salvare la madre di Superman è stata superlativa, la migliore in assoluto di sempre. Non è perfetto, per esempio in “Justice League” l’ho trovato parecchio sottotono ma criticarlo per partito preso non è corretto. Ricordate, inoltre, che Batman è stato interpretato anche da Val Kilmer e George Clooney, se quello di Ben Affleck è indegno, cosa pensare di questi altri? 




Batman v Superman è una schifezza, Man of Steel è orribile

Non ci perdo neppure tempo a confutare queste critiche, perché non sono tali, ma semplici gusti. A me sono piaciuti. E se qualcuno ritenesse che questi film sono “oggettivamente” brutti, lo pregherei di andarsi a (ri)vedere film come Iron Man 2, Thor 2 e 3, Guardiani della Galassia 1 e 2 o il film di Hulk. E’ incredibile come i fan della Marvel, pur avendo autentiche schifezze nel loro angolino, ritengono di poter considerare oggettivamente brutti i film della DC. Questa è pura partigianeria.




Tutti i film del DCEU sono stati un flop commerciale

Questa affermazione è falsa, perlomeno così come è presentata. Indubbiamente la DC si aspettava di più da certi film ma “Batman v Superman” ha incassato più di 700 milioni di dollari e Suicide Squad, nonostante sia stato demolito da critica e pubblico, ne ha incassati poco meno, Wonder Woman solo negli USA ha incassato 300-400 milioni di dollari ed è un bel gruzzolo. Cosa succede allora? Succede che la percezione (errata) che i film della DC siano brutti, porta poi alla convinzione che siano anche andati male al botteghino ma non è così. La Warner Bros sicuramente si aspettava di più da alcuni titoli ma parlare di flop è ingiustificato.




Il Joker di Heath Ledger è inarrivabile

Qui mi viene da ridere: prima dell’uscita del film di Nolan, era il Joker di Jack Nicholson ad essere considerato inarrivabile. Poi però è uscito “Il Cavaliere Oscuro” e ci siamo dovuti ricredere. Il Joker di Heath Ledger è una buonissima interpretazione del personaggio, che rimarrà nella storia del cinema, consolidata (ahimé) anche dalla triste sorte del suo attore. Ma ci saranno sempre altri film su Batman e il Joker e quello di Jared Leto non è neanche malvagio. Innanzitutto, nei fumetti più o meno contemporanei al film, l’aspetto del Joker era davvero quello. Seconda cosa, così come Batman ha molti aspetti e le sue incarnazioni filmiche si limitano a riprenderne alcuni e lasciarne da parte altri, lo stesso avviene ed avverrà con il Joker. La sfortuna del Joker di Jared Leto è che non era il protagonista del film in cui è apparso, “Suicide Squad”, ma per quel poco che si è visto è stato sicuramente interessante e spero presto in un film tutto su di lui.




Superman è troppo forte

Questa critica parte già dai fumetti: come è possibile interessarsi di un eroe che è quasi onnipotente? Beh, ci sono 80 anni di storie a fumetti che stanno li a dimostrarlo, meglio stare zitti prima di dire stupidaggini. Superman è estremamente potente (ma perché, Thor non lo è?) ma anche estremamente umano e le sue storie migliori hanno dimostrato che è fin troppo vulnerabile. E’ anche stato ucciso, da Doomsday, in una storia epica che ha dimostrato che nessuno è al sicuro, neppure Superman. Per chi fosse interessato, consiglio di leggere la miniserie All Star Superman, un fumetto che condensa in 12 numeri tutto il meglio dell’Uomo di Acciaio, i suoi nemici, la sua forza e le sue debolezze. Se dopo averlo letto non vi sarete innamorati dell’Azzurrone, il problema è tutto vostro … 




I film del DCEU sono troppo dark!

E i film della Marvel sono troppo stupidi ed allegri: se Thor può permettersi di prendere la metro per raggiungere il luogo dello scontro con Malekith mentre il mondo rischia di essere distrutto, è chiaro che qui c’è una grossa differenza di aspettative. I film del DCEU non sono troppo dark, sono semplicemente più realistici e più seri, quelli Marvel pensano più a mettere in scena divertenti baraonde, senza prendersi sul serio. Sono solo due modi di fare le cose, ritenere che i film del DCEU siano troppo dark significa credere che solo il metodo Marvel sia quello giusto. Ancora una volta, pura faziosità. 


Zack Snyder   
Gira e rigira, tutti i problemi del DCEU vengono imputati alla presenza di quest’uomo, il regista di “Man of Steel”, “Batman v Superman” e “Justice League”, nonché coordinatore di tutto il resto. Posso capire che non debba piacere per forza: il suo cinema muscolare e super eroistico non è per tutti. Molti l’hanno amato già con 300 e Watchmen, altri l’hanno odiato, pazienza, non può piacere a tutti. Ma una cosa va detta: Zack Snyder è un signor regista, uno che la macchina da presa la sa usare ed è capace di mettere in scena battaglie titaniche. Dopo una prima fase in cui i film Marvel hanno utilizzato registi di un certo nome, con l’avvento della Disney se ne sono andati tutti, sono rimasti i mestieranti, quelli che dicono sempre sissignore, gente che non ha un minimo di occhio per quello che dovrebbe essere il cinema. Da quando è iniziata la standardizzazione, i film Marvel hanno avuto un tracollo di qualità, iniziando ad assomigliarsi tutti. Se Thor, personaggio epico, viene usato come se fosse uno di quei cinque buffoni dei Guardiani della Galassia, è chiaro che si è rinunciato completamente a fare un discorso di genere, si va avanti con il pilota automatico: gag, gag, momento serio, scenetta, gag, gag, e così via. Alla DC, almeno, si continuano ad usare veri registi e non manichini.

lunedì 25 aprile 2016

Recentemente, al cinema ...




Avevo promesso una recensione sui film di supereroi usciti al cinema di recente ed eccola qua. Si tratta di titoli ormai usciti dalle sale o quasi, giusto Batman v Superman ancora resiste da qualche parte, per cui saranno recensioni abbastanza brevi. Cominciamo con “Deadpool”, cinecomic della Fox dedicato al mercenario mutante e chiacchierone più amato (o odiato) della Marvel. Io, per esempio, lo odio, perché mi sembra un personaggio inutile, un incrocio fra Wolverine (per i poteri) e Spiderman (per la tendenza a non stare mai zitto e a sparare cazzate battute fastidiose) di cui proprio non si sentiva la mancanza. Ma si sa che la (falsa) trasgressione e la volgarità attirano sempre, soprattutto su internet, per cui non mi stupisco più di tanto del seguito agguerrito che ha questo personaggio. Detto questo, potreste pensare che ho odiato pure il film e invece no, mi è persino piaciuto. Intendiamoci, non stiamo certo parlando di un capolavoro della settima arte ma porta a casa il suo compitino in maniera onesta e divertente. E’ un film di origini, il personaggio ci viene presentato quando è ancora senza poteri e tutto ciò che segue è abbastanza scontato, salvo per una cosa: Deadpool non è un eroe, non fa il bravo ragazzo, non salva i gattini sugli alberi, tutto ciò che gli interessa è riprendersi la sua vita e la sua ragazza, e per farlo farà una strage! Dopo le lodi, un paio di critiche: uno, per essere un film valutato R (restricted) negli USA, e quindi vietato ai minorenni, mi aspettavo parecchio più sangue e violenza; due, la vena dissacrante di Deadpool viene sprecata in semplici insulti, parolacce, la parola “cazzo” ripetuta mille volte. E’ aderente al parlato della vita reale, va bene, però è davvero tutto qua? Non si poteva osare di più? 


Proseguiamo con “Lo chiamavano Jeeg Robot”, film supereroistico interamente made in Italy. Non vince la palma del primo film di supereroi fatto in Italia (c’è “Il ragazzo invisibile” di Gabriele Salvatores prima di lui) ma vince sicuramente quella del miglior film tra i due! Anzi, probabilmente Jeeg Robot batte senza problemi Deadpool e tantissimi cinecomic di origine USA. Cominciamo col dire che Jeeg Robot, se lo si osserva senza filtri, è un film di origini: il protagonista del film, Enzo Ceccotti, un banale ladruncolo, ottiene dei superpoteri. Poiché non è un santo ma, come abbiamo detto, un ladro, cerca subito di guadagnarci su, esattamente come fece Peter Parker appena ottenuti i poteri da ragno. Spiderman cercava di far soldi con gli incontri di wrestling, Ceccotti, più prosaicamente, preferisce rapinare un bancomat. Per trasformare Ceccotti in un eroe, in Jeeg Robot, serve una sveglia, serve qualcuno che gli rammenti che “da un grande potere derivano grandi responsabilità”, ed è esattamente quello che avviene con la morte della sua ragazza. Trasformato dalla sua perdita e dal dolore, Ceccotti diventa infine l’eroe che deve essere, giusto in tempo per confrontarsi con la sua nemesi, lo Zingaro, una sorta di Joker dei bassifondi romani. Il film è bello, commovente, drammatico, divertente nei momenti giusti e, soprattutto, recitato in maniera perfetta. L’elemento extra rispetto ad un identico film americano è l’ambientazione, la città di Roma. L’essere una storia tutta romana (e italiana), può in prima misura apparire estraniante, abituati come siamo ai grattacieli di New York e agli eroi perfettini d’oltreoceano, ma dopo pochi minuti diventa invece un valore aggiunto, un elemento di pregio che da al film quel tono sporco e ruvido che i patinati film Marvel non avranno mai e poi mai. 


Concludiamo con “Batman v Superman: Dawn of Justice”, che da adesso in poi abbrevierò in BvS, sennò non finisco più di scrivere. Film attesissimo, sequel diretto di “Man of Steel”, alla regia sempre il solito Zack Snyder, chiamato qui alla prova del nove. Per chi non ha vissuto su Marte negli ultimi 4 anni, questa introduzione spiega tutto. Ma se siete fra quelli che hanno sentito la sacra chiamata al mondo dei nerd solo da poco, forse volete sapere qualcosa di più. Man of Steel fu molto criticato per la versione che offriva di Superman: invece di salvare persone e gattini sugli alberi, Superman (apparentemente) preferiva divertirsi sventrando Metropolis nella lotta contro i malvagi kryptoniani. Il regista, Zack Snyder, non si è nascosto dalle critiche ma anzi è partito proprio da queste per costruire il nuovo film, dove Superman è chiamato, dal mondo intero ma soprattutto da Batman, a rendere conto delle sue azioni. Bene, ok, introduzione terminata ma come è il film? La risposta telegrafica è: lungo e bello (niente battute sconce voi che leggete)! La risposta più approfondita è che questo BvS è un film denso di contenuti, assolutamente non banale, che presenta molti nuovi personaggi, in cui la trama prende forma lentamente (forse un po’ troppo lentamente) ma nondimeno in maniera interessante. Quando il piano di Luthor arriva al culmine, si scatena lo scontro fra le due leggende, seguito poi dallo scontro con Doomsday e l’intervento di Wonder Woman. Sul finale non dirò nulla, il film è ancora al cinema e non voglio fare spoiler. Personalmente sono uscito soddisfatto dal cinema: BvS non è un capolavoro ma sa farsi rispettare. Le attese per questo film erano tremendamente alte, e seppur gli incassi al botteghino sono (relativamente) buoni, non si può non ammettere che la Warner Bros si aspettava molto di più. Purtroppo questo film, come il precedente, è stato vittima dell’odio (ingiustificato) che la critica cinematografica ha nei confronti del regista Zack Snyder. All’odio dei critici si è aggiunta la stupidità del pubblico che, ormai lobotomizzato dai film Marvel tutti allegria e battute a go-go, ormai si aspetta lo stesso da ogni film di supereroi. BvS, per sfortuna loro, non è quel tipo di film: è un film impegnativo che va seguito con attenzione, ha un trama che non si regge con lo sputo, insomma, non è una minchiata come Guardiani della Galassia, ecco, l’ho detto! Se non l’avete visto perché scoraggiati dalla recensione di qualche critico imbecille o dal passaparola di un amico che probabilmente non ha neppure visto il film ma solo letto le voci che girano su internet, armatevi di pazienza, 7 euro, dirigetevi al cinema più vicino e decidete con la vostra testa. Magari non vi piacerà lo stesso, ma sarà un vostro giudizio personale, non per sentito dire. E poi oh, Batman e Superman che si menano, cazzo volete di più?!?!

sabato 9 maggio 2015

Avengers: Age of Ultron




“Avengers: Age of Ultron”, il film che chiude la seconda fase dell’universo cinematografico Marvel, è finalmente uscito: da noi il 22 Aprile, negli USA il 1° Maggio. Ad oggi che scrivo, credo che chiunque di voi fosse interessato se lo sia già visto; agli eventuali ritardatari dico: attenzione, questa recensione sarà piena di spoiler.

Il film si apre all’insegna dell’azione, con gli Avengers all’assalto dell’ultima grande base dell’Hydra. Il barone Von Strucker, leader dell’Hydra (già visto nella scena post-credits di “Captain America: The Winter Soldier”) da ordine di evacuare, è impossibile fermare gli Avengers. I due gemelli potenziati, Pietro e Wanda (alias Quicksilver e Scarlet-Witch, mutanti nell’universo Marvel a fumetti), non ci stanno: Pietro tira qualche cazzotto a super velocità mentre Wanda incasina la mente di Tony Stark con i suoi ambigui poteri. Risultato: dopo essersi impadronito dello scettro di Loki, il vero obiettivo della missione, Tony decide di usare il suo potere per creare un’intelligenza artificiale in grado di proteggere il mondo da ogni minaccia esterna. Neanche il tempo di  guardarsi intorno che Ultron, così si chiama la sua creazione, diventa cattiva e decide di liberarsi dei Vendicatori (prima) e di tutto il mondo (poi). Per farlo si allea con i gemelli, desiderosi di farla pagare a Tony Stark (le sue armi, anni prima, hanno distrutto il loro paese e li ha resi orfani). I tre si recano in Sud Africa, alla ricerca di vibranio, un metallo super resistente (lo stesso dello scudo di Cap, per intendersi) che Ultron vuole utilizzare per costruirsi un corpo superiore. Gli Avengers non stanno a guardare e tentano di fermarli, ma con scarsi risultati: Wanda replica il trucco già visto all’inizio del film e incasina la mente di tutti quanti, Hulk impazzisce e Iron Man deve mettere in campo la super armatura Hulk-Buster per fermarlo. Visibilmente demoralizzati e sconfitti, gli Avengers trovano riparo a casa di Occhio di Falco che, si scopre, ha tanto di moglie e figli e passa il tempo libero ad arredare la casa. Ricaricate le batterie e incoraggiati dall’apparizione di Nick Fury, i nostri eroi tornano a scontrarsi con Ultron, che è ormai vicinissimo ad ottenere il corpo perfetto, una perfetta fusione di tessuto umano e vibranio. Wanda, però, scopre che l’obiettivo dell’androide non è soltanto quello di uccidere i Vendicatori (al quale partecipa con entusiasmo, bisogna dire), ma anche quello di distruggere l’umanità, e decide pertanto di tradirlo e schierarsi contro di lui. Gli Avengers riescono a sottrarre ad Ultron il corpo perfetto ma sono indecisi di cosa farne: Tony Stark vorrebbe attivarlo comunque e creare finalmente un’intelligenza artificiale non assassina, Capitan America è più per una soluzione “lasciamo perdere e facciamoci i cazzi nostri, hai visto come è finita l’ultima volta?”. Decide Thor, che ricompare dal nulla e usa il potere del fulmine per dare energia (e vita) all’androide, come un novello dottor Frankenstein. La Visione si anima, svolazza un po’ per la stanza, incita i Vendicatori a fermare Ultron ma soprattutto riesce ad impugnare il martello di Thor che, come sanno anche i sassi, può essere sollevato solo da chi ne è degno. Convinti della bontà dell’androide da questo sfoggio di virtù, il gruppo è pronto ad affrontare Ultron per la terza ed ultima volta. Il nostro robot genocida, nel frattempo, non se ne è stato con le mani in mano: con il vibranio residuo si è costruito un corpo più potente ma soprattutto un gigantesco reattore che ha nascosto nelle profondità della piccola città/nazione di Sokovia. Il suo piano è quello di far sollevare da terra la città, portarla in orbita, quindi scagliarla al suolo per causare un evento estintivo simile a quello che ha eliminato i dinosauri. La battaglia finale è colossale: i Vendicatori non solo devono fronteggiare orde di robot controllati da Ultron, ma anche mettere in salvo la popolazione di Sokovia. Occhio di Falco rischia di lasciarci le penne ma Quicksilver lo salva al prezzo della propria vita. Grazie all’aiuto di Nick Fury, che compare provvidenzialmente alla guida di un elivolo Shield, l’evacuazione viene completata con successo e i nostri eroi possono concentrarsi su Ultron. Visione gli toglie la capacità di spostare la sua coscienza digitale su internet e per il malvagio robot è la fine: la potenza combinata degli Avengers lo spazza via insieme alla città volante di Sokovia. Dopo la vittoria, gli eroi riprendono con le loro vite: Tony Stark lascia gli Avengers, non più interessato ad indossare l’armatura, Thor torna su Asgard dopo aver avvisato gli altri del pericolo che rappresentano le Gemme dell’Infinito e dell’essere che le sta cercando (Thanos), Bruce Banner/Hulk abbandona il gruppo già durante lo scontro, convinto di essere un pericolo per la gente, Occhio di Falco si ricongiunge alla sua famiglia mentre Cap e la Vedova Nera sono pronti a guidare una nuova squadra di Vendicatori, composta da Visione, Wanda, War Machine e Falcon. Nella scena dopo i titoli di coda appare Thanos che, impugnando il Guanto dell’Infinito, decide di scendere in campo personalmente per recuperare le Gemme dell’Infinito, per i Vendicatori si annunciano tempi duri …

Più o meno a grosse linee la storia del film è questa. E’ uno spettacolo roboante e festoso, pieno di azione, effetti speciali, scontri fra super eroi e tutto quello che in genere ci si aspetta da un film del genere. “Age of Ultron” riprende i fili sparsi delle storie dei singoli eroi e li riunisce, introducendo addirittura nuovi personaggi. Chiaramente, lo spazio dedicato ad ognuno di loro diminuisce, non c’è il tempo di approfondirne la personalità o le vicende, ma questo non è un difetto: “Age of Ultron”, come il precedente, è un film corale, tocca ai film solisti portare avanti le storie dei singoli. I nuovi personaggi (Pietro e Wanda, Visione), non avendo avuto dei film tutti loro, soffrono un po’ questa situazione ma non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. In ogni caso, Visione e Wanda ne escono abbastanza bene, nelle poche scene che hanno riescono a dire la loro, Pietro pare il più sacrificato ma quando tira le cuoia nel finale, confesso di essermi commosso un po’, segno che, in un modo o nell’altro, il personaggio è riuscito a colpirmi. La trama del film è abbastanza semplice, quasi banale, e ricalca un po’ il primo Avengers: gli eroi si riuniscono contro la minaccia, qualcuno cerca di dividere il gruppo, costringendoli a lottare fra di loro, quindi unione finale contro il cattivo che viene sgominato senza troppi problemi. E’ un film che non si prende troppo sul serio: non mancano le solite battutine, per quanto meno ispirate rispetto al precedente capitolo, e le conseguenze delle azioni degli eroi sul mondo sono praticamente ignorate. Tutta la devastazione causata dai loro scontri, per non tacere del fatto che lo stesso Ultron è una minaccia creata dallo stesso Stark, resta in secondo piano rispetto all’azione. Sono tutte caratteristiche comuni ai vari film Marvel, non stupiscono più di tanto e, in fondo in fondo, non impediscono il godimento del film. Il vero problema di “Age of Ultron” è nel montaggio: si passa da una scena all’altra con troppa velocità, senza che si capisca bene il perché. Joss Whedon ha girato parecchio materiale e altrettanto ne ha dovuto tagliare nel montaggio finale. Non è chiaro se sia stata una sua scelta o un’imposizione della Disney/Marvel, ma il punto è che 15 minuti in più avrebbero donato al film un equilibrio ed una chiarezza che in troppe parti gli difetta, al contrario del primo film, dove tutto era perfettamente bilanciato. Un altro grosso difetto è nel villain, Ultron. Per fare un buon film di supereroi serve un “buon” cattivo, capace di offrire motivazioni intelligenti per opporsi agli eroi e sufficientemente potente da impensierirli.  Niente di tutto ciò avviene con Ultron: il malvagio androide neppure è nato che già diventa cattivo, non si perché. I suoi piani contro gli Avengers e il mondo sono sconclusionati: prima sembra che ce l’ha solo con i Vendicatori, considerati come il braccio armato del sistema, poi però decide di sterminare tutta la razza umana. Perché? Perché si: Ultron è il cattivo e deve fare il cattivo, stop. In un pop-corn movie come questo potrei quasi (e ripeto quasi) perdonarglielo se almeno Ultron mostrasse il suo valore come nemico, se apparisse ai Vendicatori come una nemesi inarrestabile ma neppure questo avviene. Nella scena finale, appena gli eroi riescono a mettere in salvo la popolazione civile di Sokovia e hanno il tempo di concentrarsi su Ultron, il povero robot è spacciato, viene sistemato con un paio di colpi. In ogni scena in cui appare, dall’inizio alla fine del film, Ultron non riesce mai a primeggiare sugli Avengers, che riescono sempre a frustrare i suoi piani. 

Tutto considerato, “Avengers: Age of Ultron” non è malaccio. Abbagliati dal primo film, i fan si attendevano qualcosa allo stesso livello, se non superiore, ma sebbene il sequel fallisca questo obiettivo, resta comunque uno dei film Marvel più interessanti. Le scene di combattimento sono chiare, pulite, emozionanti, mentre l’azione si sposta via via su una scala sempre più esagerata, fino al cataclismatico finale. Poiché ogni film Marvel aggiunge un tassello all’universo condiviso dei supereroi, alcuni hanno criticato questo film sostenendo che in esso non accade nulla di particolare. Con l’imminente “Captain America: Civil War” in vista, molti si aspettavano che i contrasti fra Steve e Tony cominciassero già qui. A parte che i due si punzecchiano sempre e nell’occasione della nascita di Visione arrivano pure alle mani, queste critiche mi lasciano freddino. Ogni film deve avere un’unità narrativa propria, non essere un gigantesco trailer al film successivo. Se davvero questo è il modo in cui iniziano ad essere visti i film Marvel, stiamo messi male. “Age of Ultron” è il film che chiude la fase due, raccoglie i fili e li unisce in una storia grandiosa, esattamente come il primo Avengers aveva fatto con la fase uno. Il film offre diversi spunti per eventi futuri (Hulk abbandona il gruppo, la nuova formazione degli Avengers) ma ha il dovere di essere un’entità a se stante, e ci riesce benissimo. Lo stesso Whedon, intervistato, si è detto dispiaciuto di coloro che guardano il suo film soltanto alla ricerca di anticipazioni future, e che il suo scopo come regista e narratore è quello di offrire una storia con un inizio ed una fine. Io direi che non solo ci è riuscito, ma lo ha fatto pure bene. Non è all’altezza del precedente (in alcune cose) ma, come quello, riesce perfettamente a catturare lo spirito dei fumetti e a trasporlo su celluloide. E scusate se è poco!