sabato 6 aprile 2024

La serialità dalla A alla Z

 

Ben ritrovati sul blog. Mentre ero alla ricerca di un argomento interessante per un pezzo e dare così seguito all’impegno preso alla fine dello scorso anno di scrivere nuovi articoli, mi sono imbattuto nella parola “requel”, un termine legato alle meccaniche della serialità che ha destato la mia attenzione. Per via della mia formazione fumettistica, in particolare Marvel e DC, ho sempre avuto una buona familiarità con termini quali reboot, crossover, spin-off. Il fumetto super-eroistico seriale americano è sempre stato più avanti rispetto ad Hollywood che, remake a parte, era abbastanza fermo al palo. Con gli anni ’80 sono arrivati i sequel, poi qualche timido prequel, e solo l’arrivo su celluloide dei film dedicati ai super eroi ha sdoganato l’utilizzo degli altri termini relativi alla serialità. Per la sua oscurità, tuttavia, il termine “requel” ha sorpreso anche me, e mi ha dato lo spunto per questo articolo, in cui analizzerò tutti (o quasi) i termini più comuni legati alle meccaniche della serialità. Il punto di vista principale, per quanto riguarda gli esempi, saranno i film. Andiamo a cominciare!



Ogni universo narrativo nasce da un’opera madre, che per semplicità chiameremo il film originale. Alien (1979), Matrix (1999), Halloween (1978), Predator (1987) sono tutti esempi di film originali. Poteva finire lì, ma l’arrivo di un sequel ha trasformato questi film in qualcosa di più. Un sequel è un seguito diretto alla storia narrata dal film originale. Il sequel riprende una storia che poteva definirsi conclusa e presenta dei fatti accaduti dopo quelli raccontati nella prima opera, utilizzando nella maggior parte dei casi la medesima ambientazione e gli stessi protagonisti dalla prima vicenda. Ecco quindi Aliens – Scontro Finale (1986), con Ripley di nuovo alle prese con gli xenomorfi; ecco tornare Micheal Myers in Halloween 2 – Il Signore della Morte (1981); ecco Predator 2 (1990), che sposta l’avventura dalla giungla tropicale ai grattacieli di Los Angeles. In Predator 2 abbiamo nuovi personaggi e nuova ambientazione ma le vicende del primo film sono citate in un scambio di battute tra il protagonista Mike Harrigan e gli agenti governativi a caccia dell’alieno. L’unica vera regola che un sequel dovrebbe seguire è di fare le cose più in grande rispetto al primo film, e Aliens – Scontro Finale lo esemplifica in maniera superba: nel primo film c’è un solo alieno, nel secondo ce ne sono centinaia!


Un sequel può avere un sequel a sua volta. L’arrivo di un ulteriore sequel può portare alla chiusura di una storia più vasta, come per Star Wars – Il Ritorno dello Jedi (1983), Matrix Revolutions (2003), I Pirati dei Caraibi – Oltre i Confini del Mare (2011) o Il Signore degli Anelli - Il Ritorno del Re (2003). I casi appena citati formano un chiaro esempio di saga o di trilogia. A volte il sequel del sequel porta semplicemente ad una nuova storia, che viene chiusa, lasciando magari spazio ad ulteriori sequel. E’ questo il caso dei vari seguiti di Rocky: ogni film vede l’arrivo di un nuovo sfidante (o di una rivincita), mentre la vita del nostro protagonista prosegue. Un altro esempio possono essere i vari sequel di Halloween o di Venerdì 13: alla fine di ogni film Micheal Myers o Jason Voorhees vengono sconfitti, ma raramente uccisi, così che possano tornare per il prossimo film (e se muoiono, possono sempre tornare in vita, come in Venerdì 13 parte VI: Jason Vive, del 1986).


Cosa succederebbe, però, se la narrazione, invece di andare “avanti”, come avviene nei sequel, tornasse indietro per mostrare fatti antecedenti al film originale? In questo caso avremo un prequel, ossia un antefatto, un film in cui gli eventi narrati si svolgono cronologicamente prima del film originale. Sono esempi di prequel i primi tre episodi di Star Wars, temporalmente antecedenti alle avventure di Luke Skywalker, dove il protagonista è Anakin, suo padre. Allo stesso modo, i tre film de Lo Hobbit fungono da prequel alla trilogia de Il Signore degli Anelli. Se parliamo di film singoli, sono dei prequel X-Men: L’Inizio (2011), Il Padrino – Parte II (1974), Underworld – La Ribellione dei Lycans (2009). Anche un prequel può generare un sequel: un esempio è Alien Covenant (2017), che è il sequel di Prometheus (2012), prequel di Alien (1979). Riassumendo, prequel e sequel fanno riferimento alla posizione cronologica di una storia rispetto ad un’altra. Avremo un prequel se i fatti narrati sono antecedenti alla storia originale, avremo un sequel se le vicende sono posteriori a quanto già raccontato.


Fino a qui le cose sono abbastanza semplici. Iniziamo a complicarle con uno spin-off. Anche lo spin-off deriva da un film principale, di cui in genere mantiene l’ambientazione, ma narra una storia ad esso parallela, focalizzandosi su personaggi diversi, di solito secondari rispetto al film primario. Lo spin-off, quindi, è un film incentrato su elementi o personaggi secondari di un’opera precedente. Fra gli esempi, abbiamo I Minions, buffi mostriciattoli che sono apparsi originariamente nei film della saga Cattivissimo Me, oppure i film con protagonista Adonis Creed, figlio di Apollo Creed e rivale di Rocky. Anche i film di Wolverine, divenuti una trilogia, sono uno spin-off della saga principale degli X-Men. Altro esempio il film Hobbs & Shaw (2019), con protagonisti due personaggi non protagonisti già apparsi nella saga Fast & Furious. Una menzione d’onore va al Re Scorpione (2002), che riesce ad essere contemporaneamente sia uno spin-off che un prequel de La Mummia (1999).


Prendiamo ora in considerazione il cross-over, storia in cui compaiono personaggi o elementi di più universi narrativi. Non sto parlando di meri omaggi o citazioni, ma di una storia in cui si incontrano personaggi appartenenti ad universi narrativi fino ad allora separati. Qualche esempio? Freddy vs Jason (2003), in cui si scontrano gli iconici cattivi delle saghe di Nightmare e Venerdì 13; Alien vs Predator (2004), dove i due alieni delle rispettive saghe se le danno di santa ragione; Batman V Superman – Dawn of Justice (2016), con il primo incontro fra il Cavaliere Oscuro e l’Uomo d’Acciaio; The Avengers (2012), film corale della prima fase del Marvel Cinematic Universe, dove tutti i super eroi, sino ad allora presentati in singoli film, si uniscono per affrontare un minaccia fuori scala.


Alziamo l’asticella e proseguiamo con un concetto complicato come la retcon. Il termine è una contrazione delle parole inglesi retroactive continuity e indica una modifica alla forma o al contenuto di una narrazione già nota, che consente di creare una storia alternativa dove la trama o i personaggi sono in conflitto con quanto narrato in precedenza. In sostanza è un espediente narrativo per modificare eventi e situazioni descritte in precedenza e adattarle a nuovi sviluppi della storia o per correggere preesistenti violazioni/errori della linea narrativa. Highlander 2 (1991), con la sua trama raffazzonata, annulla tutta la tradizione e il background storico-sovrannaturale del primo film, decidendo che Ramirez e Connor MacLeod siano degli alieni (!!!). I film Deadpool (2016) e Deadpool 2 (2018) reintroducono questo personaggio nell’universo mutante, riscrivendo la sua prima apparizione avvenuta nel film X-Men Le Origini – Wolverine (2009). In Spiderman 3 (2007) viene rinarrata la vicenda dell’omicidio dello zio Ben (già mostrata, con tanto di colpevole, nel primo Spiderman del 2002), attribuendone la responsabilità a Flint Mark, l’Uomo Sabbia.


Passiamo ora a qualcosa di semplice e torniamo a focalizzarci sul il film principale. Oltre a sequel o prequel, il film originale potrebbe subire dei trattamenti particolari, come il remake o il reboot. Il remake è il rifacimento di un singolo film ben definito a distanza di un certo periodo di tempo dall’originale. Nel remake la trama e i personaggi restano (abbastanza) fedeli all’originale, con pochi cambiamenti. Si tratta di una nuova versione della stessa storia, magari cambiando ambientazione o epoca, ma senza clamorose variazioni alla trama e ai personaggi principali. Fra gli esempi di remake abbiamo La Cosa (1982) di John Carpenter, Scarface (1983) di Brian De Palma, La Mosca (1986) di David Cronenberg, Ocean’s Elevn (2001) di Steven Soderbergh, The Ring (2002) di Gore Verbinski (lascio a voi divertirvi a cercare i film originali). Il reboot è il riavvio di un intero franchise e non è circoscritto ad una singola opera bensì ad un gruppo di opere appartenenti al medesimo universo narrativo. L’idea è di iniziare (riavviare) un nuovo franchise e poter quindi girare diversi sequel. E’ il riavvio di una narrazione ormai esaurita, che viene riscritta e rilanciata, prendendo spunto solo da alcuni dettagli e personaggi dell’originale. Qualche esempio? La serie dei film Amazing Spiderman con Andrew Garfield rispetto agli Spiderman di Sam Raimi; Jumanji (2017) e il suo sequel rispetto al Jumanji con Robin Williams; Halloween – The Beginning (2007) e il suo seguito, per la regia di Rob Zombie, rispetto al film originale di Carpenter. C’è da dire che talvolta la differenza tra remake e reboot è labile, per non dire complicata. La Mummia (1999) e i suoi seguiti che rapporti hanno con il film La Mummia del 1932? E La Mummia del 2017 con Tom Cruise cosa sarebbe? Il reboot del reboot? Oppure: sia Venerdì 13 che Nightmare hanno avuto un reboot, ma lo scarso successo al botteghino non gli ha permesso di generare ulteriori seguiti. Si potrebbero, quindi, considerarli dei semplici remake?


Veniamo infine al termine requel, la parola che è stata indirettamente la causa scatenante di questo articolo. Il requel è un film che rivisita e ripropone il tema di un altro film, solitamente di grande successo, ma non è un remake, né un sequel e neanche un reboot. Non è un remake perché questo solitamente si limita a riproporre per filo e per segno la narrazione passata; non è un sequel perché non è una continuazione lineare della trama del film originale; non è un reboot perché questo prende il prodotto originale e ne stravolge gli eventi. Il requel (contrazione delle parole reboot e sequel) è un prodotto che sfrutta gli elementi di un film già esistente, senza esserne un rifacimento e senza rientrare in una specifica sequenza temporale. Nel requel c’è spesso la volontà di far apparire l’intera narrazione in modo diverso: se ne riprendono alcune figure e vicende ma la storia è ampliata al punto da renderla quasi priva di accenni o richiami all’opera originaria. Il requel sfrutta le caratteristiche di un altro film, proiettandolo narrativamente nel futuro, unendo i concetti di reboot e sequel insieme. Fondamentalmente è un sequel che abbraccia le strutture fondanti e le costanti del film di riferimento, ma anche le sue mutazioni. Qualche esempio? Casino Royale (2006) appartiene alla saga di 007, ma di fatto ne è un rilancio da zero. Altri esempi sono Scream (2022), Matrix Resurrections (2021), Mad Max Fury Road (2015), Ghostbusters: Legacy (2021), Jurassic World (2015), Halloween di David Gordon Green (2018).