Visualizzazione post con etichetta manga. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta manga. Mostra tutti i post

lunedì 31 marzo 2014

Tutto quello che avreste voluto sapere su Ken il Guerriero ... (seconda parte)



Ben ritrovati. Vi avevo promesso un secondo articolo dedicato a Ken il Guerriero, ed eccolo qua. Nel primo pezzo abbiamo parlato della Divina Scuola di Hokuto, come è nata e come si è evoluta. Questa volta, invece, tratteremo di argomenti vari che mancano di un filo conduttore unico, e pertanto ho preferito strutturare l’articolo secondo uno schema di domanda e risposta. Spero vi piacerà.




Perché Kenshiro fu scelto come successore della Divina Scuola di Hokuto?

Ramon Kasumi, alias Ryuken, il 63° successore della Divina Scuola di Hokuto, non fu benedetto dalla nascita di un figlio. Quando la Divina Scuola è priva di un successore, spetta alla Scuola Liu fornirne uno. All’epoca dei fatti, all’incirca negli anni ’70, Jukei, il successore della Scuola Liu (meglio nota come la Splendente Scuola di Hokuto), inviò in Giappone da Ryuken 3 ragazzi: Raoh, Toki e Kenshiro, quest’ultimo appena in fasce. In Cina, la futura terra dei demoni, rimasero Kaioh (fratello maggiore di Raoh e Toki) e Hio, fratello maggiore di Kenshiro. Perché Kaioh e Hio non furono scelti come potenziali successori, a differenza dei fratelli? E’ lo stesso Hio, da grande, a spiegarlo: lui fu escluso per la sua debolezza, mentre Kaioh, nonostante il suo immenso talento, fu scartato per via del carattere violento. Una volta arrivati in Giappone, Raoh e Toki furono adottati temporaneamente da una coppia, che però morì poco dopo. Questa è solo una supposizione, ma è l’unica che può spiegare la presenza delle tombe dei genitori (adottivi) che Toki mostra a Kenshiro prima del duello con Raoh, in un punto del manga in cui non era ancora stata introdotta la terra dei demoni. Ryuken si era accordato con il padre adottivo di Raoh affinché prendesse uno dei bambini per insegnargli l’Hokuto. Per decidere quale bambino portare via con se, Ryuken fa precipitare Raoh e Toki da una scarpata: il primo che sarebbe riuscito a risalire in cima sarebbe stato il prescelto. Raoh però non ci sta, e riesce a scalare il dirupo trasportando il piccolo Toki che, altrimenti, gravemente ferito com’era, non ce l’avrebbe mai fatta da solo. Ryuken resta colpito da questo gesto e decide di prendere entrambi i bambini con se. Più avanti, anche Toki dimostrerà attitudine alle arti marziali e Ryuken insegnerà anche a lui la Divina Scuola di Hokuto.

Oltre a Raoh, Toki e Kenshiro, Ryuken adotta anche un altro ragazzo, Jagi. A dire la verità, nel manga originale si vedono altri aspiranti successori, come ad esempio il giovane Kim, ma in un modo o nell’altro, tutti vengono scartati, e alla volata finale per il titolo di successore si presentano in 4: Raoh, Toki, Jagi e Kenshiro (in ordine di età). Jagi è chiaramente il più debole, utilizza persino armi e trucchi scorretti nei duelli, Ryuken davvero non poteva sceglierlo! Restano gli altri tre. A detta di Kenshiro, la carica di successore sarebbe dovuta spettare a Toki: aveva la tecnica migliore e la giusta predisposizione d’animo per il fardello che questa carica comporta. La guerra nucleare cambia tutto: Toki si ammala gravemente esponendosi alle radiazioni per salvare Kenshiro e Yuria, il titolo di successore gli è ormai precluso. Restano in corsa Raoh e Kenshiro. Raoh è certamente il più forte, ma anche troppo ambizioso e Ryuken diffida (giustamente) delle sue intenzioni. La scelta, pertanto, ricade su Kenshiro. Al momento in cui gli viene conferito il titolo di successore, Kenshiro è ancora immaturo, e neppure tanto forte (relativamente parlando), al punto che Shin, un maestro di Nanto, lo sconfigge facilmente. Però Ryuken ci ha visto bene nella sua scelta: Kenshiro ha le giuste qualità morali per essere il maestro della Divina Scuola di Hokuto. L’empatia e la compassione del giovane Kenshiro lo porteranno con il tempo a diventare il maestro di Hokuto più forte di tutti i tempi!




Cosa rende la Divina Scuola di Hokuto l’arte marziale più potente di tutte?

La Divina Scuola di Hokuto nasce dalla fusione del Soke, l’arte di combattimento della Casa Madre di Hokuto, con le tecniche della Scuola Lunare di Seito, l’arte marziale degli Yuezhi. La Scuola Soke di Hokuto possedeva potenti tecniche difensive, ma difettava di colpi mortali. La Scuola Lunare di Seito, al contrario, era carente in difesa ma disponeva di tecniche offensive letali, come la conoscenza dei punti di pressione del corpo umano. A dire la verità, c’è una leggera incongruenza tra le due serie, poiché le contromosse incise sulla sacra stele di Hokuto dimostrano come il Soke già possedesse la tecnica dei punti di pressione. Possiamo ipotizzare, allora, che la conoscenza degli tsubo da parte della scuola Soke fosse ad un livello embrionale, oppure limitata ad un numero ristretto di punti di pressione. Se fosse così, si spiegherebbe come mai il Soke aveva perso la sua efficacia, al punto che i monaci della Casa Madre di Hokuto ritennero necessario creare una nuova scuola di lotta. La Divina Scuola di Hokuto nasce proprio con lo scopo di superare i limiti del Soke, e la conoscenza estesa dei punti di pressioni gli fornisce i mezzi per diventare l’arte marziale più potente di tutte. Innumerevoli sono i colpi micidiali di cui fanno sfoggio Kenshiro, Raoh e Toki nel corso dell’intera serie, e il discorso potrebbe anche finire qui. Se vogliamo fare i precisini, però, occorre dire che esiste almeno una capacità che dà alla Divina Scuola un grande vantaggio su tutte le altre: la tecnica del Riflesso Spirituale. Con questa tecnica il maestro della Divina Scuola di Hokuto, dopo aver osservato gli attacchi e i movimenti dell’avversario, può decifrare e vanificare le sue mosse, arrivando persino a replicarle. Come sottolinea efficacemente Ken dopo il primo scontro con Kaioh: “Io non perdo due volte contro lo stesso avversario”.

Una domanda legittima che ci si potrebbe porre, a questo punto, è: solo Kenshiro, il maestro della Divina Scuola di Hokuto, possiede la tecnica del Riflesso Spirituale, oppure è conosciuta anche da Raoh e Toki? Così su due piedi, mi verrebbe da dire che il Riflesso Spirituale è una tecnica generica della Divina Scuola di Hokuto; leggendo il manga con più attenzione, però, il dubbio si fa strada. Innanzitutto, non si vedono mai Raoh o Toki utilizzare questa tecnica, né si menziona il fatto che siano in grado di usarla. Nelle rare occasioni in cui il manga parla del Riflesso Spirituale, c’è di mezzo solo Kenshiro, con un paio di eccezioni dubbie che non aiutano a risolvere il mistero. Quale che sia la verità, riflettiamo un attimo su una cosa: noi sappiamo che esistono delle tecniche segrete riservate unicamente al successore della Divina Scuola di Hokuto. Ne sono un esempio la tecnica del Cuore delle Sette Stelle, con cui Ryuken riesce quasi a sconfiggere Raoh, oppure il Drago Azzurro tra le Reti del Cielo, usata da Kenshiro Kasumi contro Zong-Wu alla fine del prequel. La tecnica del Riflesso Spirituale potrebbe far parte di questa ristretta cerchia di mosse segrete, e se così fosse, non ci sarebbe da stupirsi. Le tecniche segrete della Divina Scuola permetterebbero al maestro di Hokuto di mantenere la propria supremazia rispetto agli altri adepti che hanno studiato l’Hokuto ma non sono divenuti successori. Gli sconfitti nella gara per la successione hanno il divieto di continuare a praticare l’Hokuto, un divieto che talvolta deve essere imposto con la forza. Le tecniche segrete riservate al successore, tra le altre cose, sarebbero di grande aiuto in questi casi, visto che si tratta di duelli interni alla Divina Scuola, e pertanto molto pericolosi.

Sembrerà strano dopo tutto ciò che ho detto, ma esiste una tecnica ancora più potente del Riflesso Spirituale. Se però ne parlo soltanto adesso, è perché si tratta di una tecnica davvero unica, e la sua peculiarità sta nel fatto che nei 2000 anni di storia dell’Hokuto, soltanto Kenshiro (e poi anche Raoh) è stato in grado di utilizzarla!!! Si tratta della Reincarnazione nell’Inconscio (nota nel cartone come Trasmigrazione attraverso Satori) e consiste nell’evitare le tecniche dell’avversario in maniera inconscia ed istintiva. Il corpo del maestro di Hokuto si smaterializza, vanificando qualunque attacco nei suoi confronti. Il segreto per apprendere la Reincarnazione nell’Inconscio risiede nella tristezza e nella compassione: solo un guerriero che imprime nel suo cuore queste emozioni può utilizzare tale tecnica. Kenshiro è il primo a fare sua la mossa suprema di Hokuto, confermando così di possedere le qualità morali necessarie per essere il successore della Divina Scuola; anche Raoh, in seguito, riuscirà ad apprendere la Reincarnazione nell’Inconscio, ma per farlo dovrà ammettere a se stesso che l’amore che prova per Juria è più importante della sua ambizione di diventare il conquistatore del mondo.




Qual è il rapporto fra le varie scuole di Hokuto?

All’inizio del manga c’era solo la Divina Scuola di Hokuto; nel corso della seconda serie, Kenshiro scoprì l’esistenza della Splendente Scuola di Hokuto. Nel prequel le scuole di Hokuto si moltiplicano a dismisura con l’introduzione delle Scuole Sun, Cao e Liu, sebbene poi si venga a sapere che la scuola Liu è solo un altro nome della Splendente Scuola. Come già detto nel primo articolo, le scuole Sun, Cao e Liu avevano lo scopo di proteggere i tre generali delle tre nazioni in cui la Cina si era divisa nel 200 d.C. circa. Non è chiaro se tali scuole siano dei rami scismatici della Divina Scuola, o vere e proprie branche sviluppatesi autonomamente dalla Casata Principale di Hokuto. Sia come sia, la supremazia della Divina Scuola nei confronti delle tre scuole minori non è mai stata messa in discussione.

La caratteristica della scuola Sun di Hokuto risiede nella telecinesi e nelle tecniche di controllo dello spirito. Kuang Yun Wang, più famoso come il Re degli Spiriti, ne è il suo più noto esponente, nonché rivale di Kenshiro Kasumi, il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto protagonista del prequel. Il Re degli Spiriti desiderava confrontarsi con la Divina Scuola, mal sopportando la sua supremazia rispetto alle altre scuole di Hokuto; a tal fine riuscì a sviluppare una tecnica molto pericolosa chiamata Divina Frenesia, che operava il dislocamento dei punti di pressione. In questo modo il Re degli Spiriti riteneva di poter mettere in difficoltà Kenshiro Kasumi e le sue tecniche basate sulla pressione degli tusbo. Naturalmente non andò così, perché Kuang Yun Wang scoprì troppo tardi che alcuni punti di pressione, in particolare quelli delle articolazioni, non potevano essere dislocati, e fini per essere sconfitto dal maestro della Divina Scuola di Hokuto.

La Scuola Cao di Hokuto si basa invece su colpi di potenza e sul controllo della mente. Il suo maestro, Tai-Yan Zhang, affrontò Kenshiro Kasumi in un paio di scontri: dopo il primo duello, Kenshiro Kasumi mise a nudo i segreti della Scuola Cao grazie alla tecnica del Riflesso Spirituale, e sconfisse nettamente Tai-Yan nella seconda sfida. Un’ennesima riprova, semmai ce ne fosse bisogno, della superiorità della Divina Scuola di Hokuto.

Rimane da parlare della Scuola Liu, nota anche come Arcana Arte o Splendente Scuola di Hokuto, e vale la pena spendere due paroline in più rispetto alle altre. Kenshiro scopre l’esistenza della Splendente Scuola quando si reca nella terra dei demoni: si tratta di un’arte marziale terrificante, che fa largo uso di onde di energia e che insegna ad anticipare il nemico utilizzando lo spirito combattivo. La capacità della Splendente Scuola di manipolare lo spirito combattivo è superiore persino alla Divina Scuola, come Kenshiro imparerà a sue spese affrontando Kaioh. La Splendente Scuola viene descritta come un’arte diabolica, capace di corrompere l’anima dei suoi praticanti, rendendoli smodatamente ambiziosi e crudeli. Jukei, il vecchio maestro della Splendente Scuola, rivelò al suo ex-allievo Hio come questa lo fece impazzire, facendolo entrare nel Mondo Diabolico; si tratta di uno stato mentale alterato che permette di accedere alle tecniche più potenti e micidiali di quest’arte, ma al tempo stesso corrompe l’anima di una persona al punto da fargli commettere le azioni più turpi. Sotto l’influenza del Mondo Diabolico, Jukei uccise la moglie e la figlia, e ci volle tutta la forza di un giovane Ryuken per riportarlo alla ragione; nello scontro Ryuken ebbe la meglio unicamente perché Jukei non si era ancora abituato ai nuovi poteri ottenuti, e questo la dice lunga sulla forza della Splendente Scuola. Jukei giurò di non tramandare più l’Arcana Arte, ma quando il suo paese fu invaso da una potenza straniera in una delle tante guerre che anticiparono la distruzione atomica, infranse il giuramento e la insegnò a tre ragazzi: Kaioh, Hio e Han, i futuri tre generali supremi della terra dei demoni. Più in là negli anni, Jukei insegnò i rudimenti della Splendente Scuola anche ad un altro ragazzo, il giovane Orca, che però non raggiunse mai il livello di potere dei tre generali. Quel poco che imparò, tuttavia, bastò a corrompere il suo cuore, e fu solo grazie a Kenshiro e all’amore di Reia che Orca tornò ad essere il buon ragazzo di un tempo prima di morire. Il rapporto fra la Splendente Scuola e la Divina Scuola è molto stretto e viene rivelato quando Kenshiro riesce finalmente a leggere la stele segreta di Hokuto. Shuken e Ryuoh, i fondatori rispettivamente della Divina e della Splendente Scuola, erano cugini ed appartenevano entrambi alla Dinastia Principale di Hokuto. Ambedue le scuole si sono sviluppate a partire dalla tecnica Soke, ma mentre la Divina Scuola di Hokuto nasce con l’intenzione di superare la tecnica originaria, la Splendente Scuola appare ancora profondamente legata alle sue origini. La Divina Scuola è un’arte da campo da battaglia, duttile e mutevole, in grado di adattarsi ai colpi dell’avversario grazie alla tecnica del Riflesso Spirituale; la Splendente Scuola, invece, è una sorta di estremizzazione della tecnica Soke, e fa un uso smodato dello spirito combattivo per abbagliare e confondere l’avversario. E’ una tecnica temibile ma a differenza della sua consorella, non si è mai realmente confrontata con le altre scuole perché si riteneva superiore, e per questo ha mancato di evolversi. Nel prequel veniamo a sapere altri fatti riguardanti la Splendente Scuola, non tutti concordanti con quanto già noto. La Scuola Liu di Hokuto (come viene chiamata in questo manga) è sottomessa alla Divina Scuola, ed ha il compito di fornire un successore se questa ne è priva. La cosa ha senso: innanzitutto perché i membri della Scuola Liu fanno comunque parte della Dinastia Principale di Hokuto (ricordate? I primi fondatori erano cugini); in secondo luogo spiega perfettamente perché Jukei inviò Raoh, Toki e Kenshiro da Ryuken in Giappone. Il successore della Divina Scuola di Hokuto deve mettersi alla prova contro il successore della Scuola Liu in un duello noto come Rito del Dono Celeste affinché possa essere confermato ufficialmente nel suo ruolo. Alla fine del combattimento (che la Divina Scuola non ha mai perso), il neo successore viene portato alla stele di Hokuto, dove può così apprendere tutta la storia della sua scuola, oltre alle contromosse segrete dello stile Soke. Questa informazione, sia pure inaspettata, non è in antitesi con ciò che sappiamo dal manga originario. A causa della guerra atomica e dell’isolamento forzato della terra dei demoni (la Cina), Kenshiro non poté mai compiere tale rito, restando così all’oscuro delle vere origini della sua scuola. Ryuken certamente doveva conoscere la verità, ed è difficile capire perché non ne fece mai parola con Kenshiro, ma questa incongruenza appare già nel manga originale; una possibile spiegazione si potrebbe trovare nella morte prematura di Ryuken per mano di Raoh, ma si tratta di pura speculazione. Il vero nodo della discordia fra le due serie è nel fatto che nel manga originale la Splendente Scuola ci viene dipinta come un’arte diabolica, mentre nel prequel la Scuola Liu appare come una disciplina tutto sommato rispettata. Certo, il maestro della Scuola Liu, Zong-Wu, rivale di Kenshiro Kasumi, sarebbe da catalogare fra i “cattivi”, ma non arriva mai a mostrare segni di pazzia o di possessione diabolica come Kaioh e anzi, alla fine del manga, trova la pace interiore e riesce in parte a riabilitarsi. In questo caso c’è poco da fare, si tratta di una incongruenza impossibile da sanare.

Esiste un’altra scuola di Hokuto, anche se non ne porta il nome: è la Sacra Scuola della Croce del Sud. Sebbene il nome sembri suggerire la sua appartenenza alle discipline di Nanto, si tratta in realtà di un scuola scismatica di Hokuto: Rui-Ying Wei, il fondatore di questa scuola, era un tempo membro della Scuola Liu di Hokuto. Abbandonò la sua scuola originaria dopo che il suo maestro Xuan-Xin Liu gli negò il permesso di sfidare la Divina Scuola di Hokuto. Rui-Ying creò così una scuola scismatica basata su attacchi taglienti ma, a dispetto del nome e dai colpi che porta, non ha nulla a che fare con Nanto, trattandosi invece di una branca minore dell’Hokuto.




Era davvero necessario il segreto della stele di Hokuto per sconfiggere Kaioh?

Kaioh, il maestro della Splendente Scuola di Hokuto, è stato il rivale più potente e pericoloso di Kenshiro, anche più dello stesso Raoh. Totalmente malvagio e privo di scrupoli, Kaioh desiderava porre termine alla situazione di inferiorità della sua arte nei confronti della Divina Scuola di Hokuto, ed iniziare una nuova era in cui lui e la sua tecnica avrebbero governato il mondo. Secondo Jukei, il vecchio maestro di Kaioh, nei ricordi di Hio è celata la chiave per accedere alla vera forza di Hokuto ed apprendere così la tecnica segreta necessaria per sconfiggere la Splendente Scuola. Quando Kenshiro affronta Kaioh per la prima volta, non sa nulla di tutta questa storia, e viene letteralmente massacrato: neppure con la Reincarnazione nell’Inconscio riesce a contrastare il violento spirito combattivo di Kaioh. Distorcendo lo spazio ed alterando la gravità grazie alla sua migliore tecnica, la Tempesta del Buio Splendente, Kaioh sconfigge facilmente il più forte maestro di Hokuto di tutti i tempi! Solo grazie all’intervento di Orca ed al sacrificio di suo padre e della sua banda di pirati, Kenshiro riesce a salvare la pelle. Più avanti nella storia, Kenshiro lotta contro suo fratello Hio; avendo già combattuto contro Kaioh, Kenshiro è in grado di contrastare le mosse della Splendente Scuola, mentre viene messo in difficoltà dalle tecniche Soke che Hio, primogenito di Hokuto come lo stesso Kaioh, conosce in maniera istintiva. Sappiamo cosa avviene dopo: Hio recupera la memoria ed indica a Kenshiro dove trovare la stele segreta di Hokuto. Dopo averla letta, Kenshiro apprende tutte le contromosse alle tecniche Soke e si presenta allo scontro finale contro Kaioh assolutamente preparato. In grado di neutralizzare le mosse della Splendente Scuola grazie alla tecnica del Riflesso Spirituale e con la conoscenza del Soke appena ricevuta dalla stele, il destino di Kaioh è segnato. Possiamo così dare una risposta alla domanda: si, era davvero necessario conoscere il segreto della stele per sconfiggere Kaioh; però, pur svelando il segreto di Hokuto, Ken sarebbe stato sconfitto ugualmente da Kaioh al primo scontro, dato che la stele contiene solo le contromosse del Soke, e niente invece per bloccare la Splendente Scuola. Logicamente parlando, la cosa ha senso: quando i monaci della Casata Principale di Hokuto crearono la stele, 2000 anni fa, né la Divina Scuola né la Splendente Scuola erano ancora nate. Kenshiro riesce a neutralizzare le tecniche dell’Arcana Arte solo dopo averle sperimentate su di sé. Questo conduce, però, al risultato paradossale per cui la Splendente Scuola, al primo scontro, batterà sempre la Divina Scuola! L’incongruenza nasce dai vari buchi a livello di trama e sceneggiatura presenti in tutto il manga, ma questa spiegazione non ci può bastare. Possiamo allora dire che si, la Splendente Scuola è una disciplina terrificante, in grado di schiacciare facilmente qualunque avversario; la Divina Scuola di Hokuto non è meno potente, ma la sua vera forza è nella capacità di adattarsi al nemico, nello studiare le sue tecniche e vanificarle. Una volta neutralizzata, la Splendente Scuola perde tutta la sua potenza, mentre la Divina Scuola non potrà mai perdere la sua efficacia. Questo è il motivo per cui la Divina Scuola di Hokuto è l’arte marziale suprema: può perdere una battaglia, ma non la guerra! C’è poi da dire, per correttezza, che solo i praticanti della Splendente Scuola posseduti dal Mondo Diabolico sono in grado di portare un attacco devastante come la Tempesta del Buio Splendente; senza questo particolare potere, la Divina Scuola di Hokuto è in grado di prevalere anche al primo scontro, esattamente come avviene nel duello fra Kenshiro e Han, il terzo generale.




Quali sono i rapporti fra le scuole di Hokuto, Nanto e Gento? Qual è la più forte?

Anche se la Divina Scuola di Hokuto è la protagonista indiscussa del manga, esistono altre scuole di lotta, i cui maestri hanno talvolta messo alle strette Kenshiro. Le due più importanti sono la Sacra Scuola di Nanto e l’Imperiale Scuola di Gento. La Sacra Scuola di Nanto è rappresentata dalla costellazione della Croce del Sud, e le sue tecniche mirano a distruggere il corpo dall’esterno. Gli attacchi della disciplina Nanto perforano o tagliano il corpo dell’avversario, e in ciò sono l’esatto opposto della Divina Scuola di Hokuto che, tramite la pressione degli tsubo, distrugge il corpo dall’interno. Come dice Rei a Kenshiro, la Scuola di Nanto è una disciplina Yang, estremamente diffusa al punto da comprendere diversi stili e scuole minori al suo interno; l’Hokuto, invece, essendo Ying, ha percorso la strada opposta, e viene tramandata da un solo maestro ad un solo discepolo. Esistono 108 stili della Sacra Scuola di Nanto, alcuni dei quali prevedono persino l’utilizzo di armi bianche; tutti quanti, in ogni caso, fanno capo alle sei scuole principali guidate dagli uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella disciplina Nanto. Tanto i sei maestri che le sei scuole sono influenzati da una stella diversa: Shin, maestro della scuola dell’Aquila Solitaria, è guidato dalla stella del martirio; Rei, maestro della scuola dell’Uccello d’Acqua, è protetto dalla stella della giustizia; Juda, maestro della scuola della Gru Cremisi, fa riferimento alla stella della malia o dell’inganno; Shew, maestro dell’Airone Bianco, appartiene alla stella della benevolenza; Souther, maestro della scuola della Fenice, è legato alla stella del comando o della dittatura; Juria, la donna di Kenshiro, non sappiamo a che scuola appartenga (anche perché non è una combattente), ma ha ugualmente una stella protettrice, la stella dell’amore materno. Un tempo le sei scuole proteggevano i portoni del castello dell’imperatore (della Cina); dopo la guerra nucleare, le sei scuole si divisero in due fazioni: una che desiderava la pace, l’altra che bramava il potere. Sul punto di pacificarsi, Juda, istigato da Souther, tradì con l’inganno, portando con se i 23 stili di Nanto sotto il suo controllo e si alleò con il Re Guerriero, cioè Raoh. Caduta una stella, anche le altre si dispersero, ed iniziò così il declino della Scuola di Nanto. Secondo Shew, maestro di Nanto e amico di Kenshiro, le stelle della Croce del Sud non possono splendere più dell’Orsa Maggiore, la costellazione tutelare della Scuola di Hokuto. Se Nanto sprofonda nel caos, spetta ad Hokuto riportare l’ordine: diversi guerrieri di Nanto cercarono di elevarsi al rango di conquistatori, ma Kenshiro si scontrò ripetutamente con tutti loro, in particolare con Souther, riuscendo a sconfiggerli tutti.

L’Imperiale Scuola di Gento è simboleggiata dalla stella dell’Orsa Polare. Essa è la scuola che più direttamente rappresenta l’imperatore della Cina, ergendosi al suo fianco come protettrice e guardiana. Se l’Hokuto distrugge il corpo dall’interno, la Scuola di Gento è specializzata nel distruggerne le cellule: i suoi adepti utilizzano lo spirito combattivo come un’arma, potenziandolo e trasformandolo al fine di disgregare il corpo del nemico. Colpi di energia, mani che si trasformano in lame dorate, il potere di congelare la materia con lo spirito: sono solo alcune delle incredibilità capacità sfoggiate dai maestri di Gento. I maestri di Gento che compaiono nel manga sono solo tre: Shoki, Solia della Luce Purpurea e Falco il Dorato, il successore della scuola.

Dopo questa breve panoramica, appare chiaro come entrambe le Scuole di Nanto e di Gento, esattamente come Hokuto, siano legate all’imperatore della Cina. La Divina Scuola di Hokuto ha il compito di proteggere l’imperatore celeste, ma svolge questo compito da dietro le quinte. Il maestro di Hokuto, in questa prospettiva, è una sorta di assassino silenzioso che colpisce dall’ombra. La Divina Scuola, però, è anche un’arte da battaglia, e in questa veste il suo scopo è quello di proteggere gli eroi e difendere la pace. Tutto l’opposto della Scuola Liu: il suo successore, Zong-Wu, arriva a dire che il suo compito è quello di uccidere gli eroi e farsi beffe della storia, un chiaro sintomo della degenerazione di questa scuola verso il male. L’Imperiale Scuola di Gento ha il compito di difendere gli imperatori celesti, ma diversamente da Hokuto svolge il suo ruolo alla luce del sole come guardia del corpo. La Sacra Scuola di Nanto, invece, custodisce l’accesso al palazzo dell’imperatore: i suoi maestri difendono i cancelli della residenza imperiale nel loro ruolo di comandanti dell’esercito.

Resta un solo punto da chiarire: qual è la scuola più forte fra le tre? La risposta, in questo caso, è semplice: la Divina Scuola di Hokuto! All’inizio del manga è il dualismo Nanto-Hokuto a tenere banco. Le due scuole sono descritte come speculari e, teoricamente, alla pari. Man mano che la storia prosegue, il divario fra Hokuto e Nanto aumenta a dismisura, e quando Kenshiro liquida con facilità persino Souther, il membro più forte della scuola di Nanto, lo strapotere della scuola di Hokuto è ormai palese. Il finale della prima serie è tutto incentrato sullo scontro fra Kenshiro e Raoh, con la scuola di Nanto a svolgere un ruolo del tutto marginale. Nella seconda serie viene introdotta l’Imperiale Scuola di Gento, e Kenshiro deve vedersela prima con Solia e poi con Falco. Solia riesce a far scorrere il sangue di Ken, ma viene comunque fatto fuori con facilità. Lo scontro con Falco è più impegnativo ma alla fine del duello appare chiaro che, se Ken avesse voluto, avrebbe potuto uccidere il successore di Gento senza problemi. Indebolito dallo scontro con Kenshiro, Falco trova la sua fine nella terra dei demoni, ucciso addirittura da uno Shura senza nome appartenente al rango più basso dei demoni. Questo non depone granché a favore della Scuola di Gento, ma il problema qui riguarda la coerenza interna della saga. I guerrieri della terra dei demoni vengono inizialmente descritti come dei combattenti formidabili, al punto che uno di loro riesce persino ad abbattere Falco; più avanti nella storia vengono drasticamente depotenziati, dimostrando lo stesso livello di forza dei punk con la cresta che infestano la prima serie del manga. La sconfitta di Falco contro un demone, quindi, non dovrebbe essere considerata al fine di valutare la forza dell’Imperiale Scuola di Gento; di sicuro, però, Gento è inferiore all’Hokuto. Per quanto riguarda i rapporti di forza fra Nanto e Gento, non ci sono scontri diretti nel manga. Ipotizzerei la superiorità di Gento per via di una maggior consapevolezza nell’utilizzare lo spirito combattivo come arma.




In che periodo la Divina Scuola di Hokuto si è spostata in Giappone?

La Divina Scuola di Hokuto è nata in Cina, così come tutte le scuole minori di Hokuto. Kenshiro però è giapponese, e buona parte del manga originale è ambientato nel Giappone post-atomico. Anche Kenshiro Kasumi, il suo antenato, è giapponese. Nel corso del manga prequel si reca a Shangai, dove affronta i diversi maestri delle altre scuole di Hokuto. In particolare è Tai-Yan, il successore della scuola Cao di Hokuto, ad ironizzare sullo stato di torpore in cui verserebbe la Divina Scuola di Hokuto a causa del suo trasferimento in Giappone. Mi sono sempre chiesto quando e perché la Divina Scuola di Hokuto si sia spostata dalla Cina al Giappone, e la risposta è arrivata alla fine del prequel. Nel corso del Rito del Drago Celeste, Kenshiro Kasumi entra in contatto con la sacra stele che contiene la storia dei maestri di Hokuto vissuti prima di lui, scoprendo così che all’epoca della Dinastia Tang, l’allora successore lasciò la Cina per accompagnare il monaco Kukai in Giappone. Kukai (774-835 d.C.) è una figura storica realmente esistita: noto dopo la sua morte con il titolo onorifico di Kobodaishi, fondò la scuola buddista Shingon in Giappone. Dunque, al momento dell’olocausto nucleare, la Divina Scuola di Hokuto si trovava in Giappone da più di 1000 anni.


Qual è il rapporto di parentela fra Kenshiro Kasumui e Kenshiro? 
Kenshiro Kasumi, il protagonista del prequel, è il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto. Kenshiro, il protagonista del manga originale, è il 64° successore della Divina Scuola di Hokuto. A parte il nome e l’estrema somiglianza fisica, nei fumetti non si accenna a nessun rapporto di parentela fra i due, perlomeno non esplicitamente. Se teniamo a mente tutto ciò che abbiamo appena detto della Divina Scuola di Hokuto e ci facciamo due conti, è possibile fare qualche ipotesi. Kenshiro nasce in una data imprecisata degli anni ’70. Kenshiro Kasumi, negli anni ’30, ha un’età compresa fra i 20 e i 30 anni. Se Kenshiro Kasumi fosse il padre di Kenshiro, dovrebbe avere 60-70 anni al momento della nascita del figlio, decisamente troppo; è più probabile, a questo punto, che Kenshiro Kasumi sia il nonno. Ramon Kasumi, alias Ryuken, fratellastro di Kenshiro Kasumi, divenne successore della Divina Scuola (il 63°) dopo di questi; non avendo figli maschi, Ryuken adottò dei ragazzi al fine di tramandare la sua arte. Jukei inviò da oltre il mare Raoh, Toki e Kenshiro secondo la regola per cui, se la Divina Scuola non ha un successore, spetta alla scuola Liu fornirne uno. E chi meglio di Kenshiro, discendente del precedente maestro, avrebbe potuto inviare?

martedì 3 dicembre 2013

Tutto quello che avreste voluto sapere su Ken il Guerriero ... (prima parte)



… e che non avete mai osato chiedere! Ben ritrovati a tutti voi. Grazie alla recente ristampa della Panini, ho avuto la possibilità di rileggere un manga davvero fondamentale della mia adolescenza. Sto parlando di Hokuto no Ken, meglio conosciuto in Italia come Ken il Guerriero grazie al cartone animato che fra gli anni ’80 e ’90 ha letteralmente fatto impazzire la mia generazione. Ken il Guerriero è stato il primo manga che abbia mai letto, all’epoca avevo 15 anni e andavo in prima liceo. Pubblicato originariamente da Granata Press, Hokuto no Ken fu uno dei primi fumetti giapponesi ad arrivare in Italia: oggi parlare di manga e anime è una cosa del tutto normale, ma 20 anni fa nelle edicole c’erano solo fumetti Bonelli e americani. Fu naturale scegliere un titolo che era già famoso grazie al cartone, e fu (anche) il suo successo ad aprire la strada per l’invasione manga che sarebbe seguita. Sono affezionato all’edizione Granata per ovvi motivi sentimentali ma già all’epoca, tuttavia, la sua traduzione mi sembrava artificiosa, oltre che poco chiara in diversi punti. Negli anni ci sono state diverse ristampe ad opera di editori come Star Comics e D-Visual, ma è stato solo in occasione della recente edizione Panini che mi sono riavvicinato al manga, e devo dire che ne è valsa la pena. Mi sono gustato le imprese del maestro di Hokuto come mai prima d’ora, finalmente in grado di comprenderne ogni sfumatura grazie ad una traduzione all’altezza dell’opera. Tetsuo Hara e Buronson, gli autori dell’opera originaria, nel 2001 hanno dato il via ad una nuova serie, Soten no Ken, che si colloca temporalmente prima dell’altra, praticamente un prequel. Con il titolo “Ken il Guerriero: le origini del mito”, fra il 2004 e 2011, la Panini ha pubblicato quest’opera anche in Italia. Il mondo di Kenshiro e della Divina Scuola di Hokuto si è così ingrandito, diventando più profondo ma anche più caotico. Diciamo la verità: già la serie originale, a livello di continuity, presentava notevoli incongruenze, e il prequel, lungi dal colmare le lacune, ha complicato ulteriormente le cose. In questi articoli voglio tentare di mettere ordine nel caos, cercando di chiarire i punti oscuri dei due manga, disponendo in ordine cronologico i vari avvenimenti. 



Prima di cominciare, tre preziosi avvertimenti: primo, è banale a dirlo, ma tutti gli articoli sono un gigantesco spoiler della saga di Ken il Guerriero! Questi pezzi sono dedicati agli amanti della saga del maestro di Hokuto e presuppongono una buona conoscenza degli eventi e dei personaggi. Secondo: per entrambe le serie, a livello terminologico, mi appoggerò all’edizione Panini, ma cercherò di venire incontro anche a chi ha visto solo il cartone o chi ha letto la serie classica con un altro editore. Terzo: come ho già detto, nell’esporre i fatti ci troveremo davanti a parecchie incongruenze. Alcune possono essere risolte senza troppe difficoltà, altre no. In questo caso darò conto di tutte le possibilità, quindi sceglierò quella che mi pare più idonea. Sono dell’idea che bisogna rispettare il testo originale quanto più è possibile e che quando è necessario discostarvisi, è comunque opportuno scegliere un corso degli eventi che contraddica il meno possibile i fatti già noti e assodati. Sono consapevole di inoltrarmi in territori pericolosi e altamente soggettivi, ma cercherò di motivare ogni scelta in maniera rigorosa. Quanto al perché voglia cimentarmi in una simile impresa … beh, non credo di essere l’unico ad aver avuto una vera e propria venerazione per questo manga. Questi articoli sono un omaggio, un atto di amore a qualcosa che ha definito nel bene e nel male la mia adolescenza. E poi, che razza di nerd sarei se non fossi stuzzicato da questa impresa? 


Iniziamo dunque, e lo facciamo partendo dalla Divina Scuola di Hokuto. Si tratta di una scelta abbastanza ovvia: non solo Kenshiro ne è il successore, ma anche tutti i suoi più grandi avversari, come Raoh e Kaioh, appartengono a questa scuola. Anzi, si può dire di più: molti dei motivi che hanno opposto Kenshiro ai suoi rivali derivano strettamente tanto dalle regole di condotta della Divina Scuola di Hokuto quanto dai suoi rapporti con le altre scuole di lotta. Capirne le origini è di fondamentale importanza al fine di comprendere la trama stessa del manga. Kenshiro scopre le origini della Divina Scuola di Hokuto nella terra dei demoni, dopo essere entrato in contatto con una sacra stele lasciata li dai maestri precedenti. Tuttavia nella serie prequel Soten no Ken vengono aggiunti diversi dettagli che non collimano un granché con la versione presentata nella serie classica. E’ giunto il momento di sbrogliare questa matassa, e per farlo partiamo da molto lontano, precisamente da 4000 anni fa. Quando Falco, il successore dell’Imperiale Scuola di Gento si prepara a salpare alla volta della terra dei demoni, dice che in quella terra esiste una scuola che ha dato i natali ad Hokuto, Gento e Nanto, una scuola che vanta 4000 anni di storia. La terra dei demoni è ovviamente la Cina. Già nella serie classica era facilmente intuibile che fosse così: in uno dei primi capitoli, Bat dice a Kenshiro che Picche e la sua banda sono uomini di King (cioè Shin, il rivale in amore di Ken), e che controllano l’intera zona del Kanto. Grazie a questa precisazione geografica possiamo collocare le avventure postatomiche di Kenshiro in Giappone. L’ultimo mare rimasto al mondo, a detta di Falco, separa ciò che resta del Giappone dalla terra dei demoni, che pertanto può essere soltanto la Cina; la conferma verrà data esplicitamente in Soten no Ken. Questa scuola vecchia di 4000 anni non è ancora Hokuto, ma piuttosto una sorta di arte marziale originaria, una tecnica di lotta base dalla quale si origineranno in seguito non solo Hokuto ma anche Nanto e Gento; le arti marziali (reali) nascono in Cina, quindi non v’è da stupirsi di questo. In seguito, con la fondazione della stirpe di Hokuto, divisa in varie casate e dominate da quella che viene indicata come Casata o Dinastia Principale, viene alla luce una primitiva Scuola di Hokuto. 



Questo stile originario, noto come Soke, era dotato di potenti tecniche di difesa, ma era privo di tecniche mortali e non aveva alcuna conoscenza degli tsubo, ovvero i punti di pressione. Mancava inoltre della capacità di adattarsi ai colpi degli avversari e di replicare le loro tecniche. In ogni caso doveva essere uno stile di lotta molto efficace, dato che già allora la Casata Principale di Hokuto aveva il privilegio di difendere personalmente gli imperatori celesti della Cina, ma su questo punto, sul ruolo e sullo scopo della Scuola di Hokuto ci torneremo nel prossimo articolo. Circa 1800 anni fa, nel 220 d.C., la mancanza di un imperatore celeste e la divisione della Cina in tre nazioni (un’epoca nota come il periodo dei Tre Regni) fa precipitare il mondo nel caos. In questo momento storico estremamente travagliato e complesso, hanno luogo due eventi fondamentali: per prima cosa la scuola Soke si scinde in tre casate allo scopo di proteggere i generali delle tre nazioni in un cui la Cina era suddivisa. I generali erano Cao Cao del regno di Wei, Sun Quan del regno di Wu e Liu Bei del regno di Shu e, ve lo assicuro, sto parlando di veri personaggi storici; le tre casate prendono il nome da quello degli stessi generali: nascono così la Scuola Cao, Sun e Liu di Hokuto. Il secondo evento e più importante evento, è la nascita della Divina Scuola di Hokuto. I bonzi anziani della Casata Principale della Scuola di Hokuto ritenevano che la soluzione al caos in cui versava il mondo fosse la creazione di un’arte marziale suprema, superiore a tutte le altre, e che il comando di tale scuola dovesse finire nelle mani di una sola persona. Il problema era quello di individuare il giusto leader, che chiaramente doveva provenire dalla Dinastia Principale. Oka e Shume erano due sorelle appartenenti alla Casata Principale, e diedero alla luce un maschio nello stesso giorno, rispettivamente Ryuoh e Shuken. I bonzi, non riuscendo a decidere a quale dei due neonati affidare il futuro ruolo di successore, stabilirono di utilizzare la prova dei lupi al Piedistallo del Cielo: i bambini sarebbero stati abbandonati su questo sacro altare in balia dei lupi e delle avversità, e colui che sarebbe sopravvissuto sarebbe diventato il successore. Con questa prova i bonzi volevano che fosse il cielo stesso a decidere, eliminando contemporaneamente il rischio che ci fossero due pretendenti al ruolo di successore. Neanche a dirlo, si tratta di una prova estremamente crudele, analoga ad altre che si trovano in altri momenti della storia (ad esempio il test a cui Ryuken sottopone Raoh e Toki da bambini), ma giudicare questo aspetto del manga non è fra i miei scopi. Shume, la madre di Shuken, è gravemente malata: sa che non sopravvivrà neppure un anno, e il suo desiderio è che almeno suo figlio riesca a sopravvivergli. Di notte, in segreto, si reca al Piedistallo del Cielo e porta via suo figlio, chiedendo perdono al piccolo Ryuoh. I monaci, però, si accorgono dell’inganno e pertanto decidono che sarà Ryuoh il successore. Oka, scossa dall’amore materno di Shume, chiede ai bonzi di scegliere invece Shuken, gettandosi da una rupe affinché la sua volontà sia rispettata. In quel momento le nubi in cielo si aprono e una luce scende ad illuminare l’altare: la volontà del cielo è stata rivelata e i bonzi in lacrime acclamano Shuken come primo successore e futuro fondatore della Divina Scuola di Hokuto. Per la pericolosità delle tecniche che la neonata Scuola di Hokuto avrebbe dovuto possedere, ed anche per evitare che si potesse ripetere un triste evento come quello avvenuto nel corso della scelta del primo successore, fu deciso che la Divina Scuola di Hokuto sarebbe stata tramandata ad un’unica persona. Shuken, crescendo, si considerò figlio di entrambe le donne, tenendo sempre a mente il loro amore; Ryuoh, abbandonato dalla madre, avrebbe invece sempre inseguito quell’amore perduto, e lo stesso sarebbe avvenuto ai suoi discendenti, come Raoh, Toki ma soprattutto Kaioh. Lo scontro finale fra Kaioh e Kenshiro, oltre che una disputa per la supremazia delle scuole di Hokuto, è, alla luce di questi fatti, uno scontro di sentimenti: l’incapacità di Kaioh di accettare la perdita della madre, sacrificatasi per amore, lo spinsero ad abbracciare il male. Spetterà a Kenshiro, successore di una scuola che fa dei sentimenti la sua forza principale, abbattere Kaioh e redimere la sua anima.



La Divina Scuola di Hokuto, dunque, si trova ai nastri di partenza: ha trovato il suo leader e primo successore, Shuken, ma deve ancora diventare la più letale delle arti marziali. In base a quanto ci viene raccontato in Soten no Ken, la scuola della casa madre di Hokuto aveva solo colpi difensivi e difettava di colpi mortali. La vera svolta avviene quando Shuken riesce a diventare un allievo della Scuola Lunare di Seito. Questa terrificante arte marziale era praticata dagli Yuezhi, una tribù proveniente dall’Iran in cui confluirono gli antichi giudei, la quale si diffuse in alcuni territori dell’antica Cina oltre 2000 anni fa. Shuken riuscì a diventare un loro allievo tra la fine della dinastia Han e l’inizio del periodo dei Tre Regni, nel 220 d.C., in linea quindi con ciò che abbiamo visto sino ad ora. La Scuola Lunare di Seito faceva uso di tecniche mortali basate sull’uso dei punti di pressioni; essa risultava pertanto efficacissima in attacco, ma dotata di scarse difese, praticamente l’opposto della Scuola di Hokuto dell’epoca. Shuken si innamorò, ricambiato, di Yama, la sorella del maestro della Scuola di Seito: fu dunque dall’amore dei due che nacque la vera Divina Scuola di Hokuto, poiché fu la stessa Yama, con il suo corpo, ad insegnare a Shuken i punti di pressione. La Divina Scuola di Hokuto era pronta a diventare la tecnica assassina più micidiale del mondo, ma c’era un problema: affinché il suo status di arte suprema restasse tale, la Scuola Lunare di Seito doveva scomparire! I vecchi bonzi della scuola di Hokuto imposero a Shuken un triste compito, quello di eliminare il maestro della Scuola Lunare di Seito insieme ai suoi 12 discepoli, inclusa Yama. Con le lacrime agli occhi e nel nome della pace, Shuken uccise a tradimento gli adepti della Scuola di Seito, presentandosi infine di fronte a Yama con il cuore a pezzi. Yama si offrì spontaneamente ai colpi di Shuken, poiché aveva compreso il suo spirito e il suo intento: solo la Divina Scuola di Hokuto avrebbe dovuto serbare le terribili tecniche della Scuola di Seito, assicurando così la pace e la difesa dell’imperatore della Cina. Shuken però non ebbe cuore di ucciderla, soprattutto dopo aver saputo che lei era incinta di suo figlio; allora Yama si gettò da un rupe, così da compiere lei stessa ciò che Shuken non era in grado di fare. Shuken pensò fosse morta, ma così non era: per caso o per miracolo, Yama sopravvisse alla caduta senza un graffio, e diede alla luce il bambino. Gli Yuezhi le diedero la caccia, reputandola una traditrice, soprattutto per via del fatto che aveva tenuto il bambino, la raggiunsero e la circondarono. Senza via di scampo, Yama si uccise trafiggendosi con una spada, implorando la sua gente di non uccidere il bambino. Così fu, e la Scuola Lunare sopravvisse con il figlio di Yama; tuttavia i suoi discendenti crebbero odiando la Divina Scuola di Hokuto, reputando  (erroneamente) che Shuken avesse ucciso, oltre ai loro antichi maestri, anche la stessa Yama. La riappacificazione fra le due scuole avverrà nel 1935 a Ningbo, in Cina, fra Kenshiro Kasumi, il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto, e Yasaka, maestro della Scuola Lunare di Seito.



Torniamo alla Divina Scuola e alla sua storia. Shuken riuscì a creare il kempo più potente di tutti, fondendo le tecniche difensive della scuola Soke di Hokuto e le micidiali arti assassine della Scuola Lunare di Seito. La forza della Divina Scuola di Hokuto, tuttavia, non è data unicamente dalle sue tecniche, ma anche dalla sua capacità di adattarsi all’avversario ed ai suoi colpi. La Divina Scuola è tanto una tecnica assassina che un’arte da campo di battaglia: assassina perché in grado di abbattere un uomo con un solo colpo sferrato dalle ombre, alla stregua di un sicario; adatta al campo di battaglia perché in grado di sopraffare un avversario in uno scontro faccia a faccia, adeguandosi alle sue tecniche, mai statica ma sempre mutevole e in grado di evolversi. Tornerò in futuro su tali argomenti, al momento voglio restare concentrato sulla storia della Divina Scuola di Hokuto. Come abbiamo già detto, le sue tecniche micidiali vengono trasmesse da un maestro ad un altro, secondo uno schema di maestro e discepolo. Questo non vuol dire che debba esserci un solo allievo; significa invece che soltanto uno (fra gli altri) verrà scelto quale depositario delle tecniche segrete della scuola e nominato successore. A ben vedere è quello che è successo nel manga: Ryuken insegnò le tecniche dell’Hokuto a 4 ragazzi: Raoh, Toki, Jagi e Kenshiro, ma fu solo quest’ultimo ad essere scelto quale successore. Il fatto che debba esserci una sola persona in grado di utilizzare e tramandare le tecniche della Divina Scuola di Hokuto in maniera legittima, fa si che tutti gli altri discepoli siano obbligati a rinunciarvi. Non è necessario che un tale divieto venga imposto con la forza: a Toki, per via della sua malattia, fu concesso di continuare ad usare l’Hokuto come una forma di medicina, e Koryu, rivale di Ryuken per il titolo di successore, lasciò tale ruolo a quest’ultimo e si ritirò dal mondo come eremita in maniera pacifica. Tuttavia può accadere che taluno non voglia rinunciare alle tecniche della Scuola di Hokuto: in questo caso deve essere il successore o il vecchio maestro a “sigillare il suo pugno”, ricorrendo a tecniche di manipolazione della memoria o addirittura spezzando le mani del ribelle. Ryuken tentò di cancellare la memoria a Raoh, ma fallì per via di un infarto che lo colse all’apice della battaglia, spianando così la strada alla vittoria di Raoh; Kenshiro sconfisse Jagi a duello, ma il suo buon cuore gli impedì di ucciderlo, permettendo a questi di fuggire, una decisione di cui si sarebbe in seguito pentito amaramente. 


La vicenda di Ryuken che adotta dei ragazzi al fine di trasmettere le conoscenze della Scuola di Hokuto mi dà l’opportunità di esaminare un’altra regola fondamentale ai fini della successione. Quando la Divina Scuola è priva di un successore, per qualunque motivo, è la scuola Liu di Hokuto a fornirla. Ryuken non aveva figli propri a cui trasmettere l’arte di Hokuto, per cui fu Jukei, maestro della scuola Liu (nota anche come Splendente Scuola o Arcana Arte di Hokuto a seconda dell’edizione del manga che avete) a mandare in Giappone da Ryuken i piccoli Raoh, Toki e Kenshiro. A questi tre si aggiunse poi Jagi, chiaramente il più debole dei quattro e del tutto inidoneo alla successione, ma vabbè, tutti possono sbagliare! Il ruolo svolto dalla Scuola Liu nel caso in cui la Divina Scuola non sia in grado di fornire da sola un successore è di fondamentale importanza. Che tale funzione venga adempiuta dalla scuola Liu non è un caso, poiché essa è stata fondata da Ryuoh in persona, cugino di Shuken e membro anche esso della Casata Principale di Hokuto. In questa maniera la successione “resta in famiglia”, ma va detto che tale regola è sempre stata vissuta dalla scuola Liu come un’umiliazione, e ciò non avrebbe mancato di far sentire le sue conseguenze, tramutando la scuola Liu in un’arte diabolica. Su tutto questo torneremo in seguito, poiché adesso voglio restare concentrato sulla Divina Scuola di Hokuto. Affinché l’aspirante successore della Divina Scuola possa essere confermato nel suo ruolo, deve lottare contro il maestro della scuola Liu in un duello rituale. Questo scontro prende il nome di Rito del Dono Celeste e si deve compiere davanti alla statua della sacra madre. La statua rappresenta l’amore materno di Oka e Shume da cui ebbe origine la Divina Scuola di Hokuto, e si trova a Ningbo, in Cina, nel palazzo principale del sacro monastero. Queste informazioni ci rivelano anche l’area della Cina in cui è nata la Divina Scuola di Hokuto, anche se vi sono delle incongruenze fra i due manga: in Soten no Ken, infatti, nello stesso edificio in cui si trova la statua della sacra madre, sono presenti anche le tombe dei successori della Scuola Liu, mentre nel manga originale si tratta di due palazzi separati e in un certo senso antagonisti. Il distacco fra i due luoghi non è soltanto fisico ma anche spirituale:  il luogo dove è nata la Splendente Scuola di Hokuto (la scuola Liu) e dove riposano i suoi defunti maestri è impregnato dell’odio di questi ultimi per la Divina Scuola, ed è il palazzo in cui Hio e Kenshiro si affronteranno. Tornando al Rito del Dono Celeste, va precisato che in 1800 anni la Divina Scuola di Hokuto non ha mai perso, e con lo stesso esito si conclude lo scontro fra Kenshiro Kasumi e Zong-Wu in Soten no Ken. Il rito celeste, tuttavia, non termina con il combattimento, lì si conclude solo la sua parte “fisica”: nascosta dentro la statua della sacra madre si trova una stele che è dedicata ai successori defunti della Divina Scuola. Toccando la stele il neo successore apprende tutta la verità sull’origine della sua scuola ma soprattutto le contromosse alle tecniche Soke della scuola di Hokuto primitiva. Come abbiamo già detto, la scuola Soke di Hokuto era stata sviluppata al massimo, al punto che non era ulteriormente migliorabile e pertanto le sue tecniche avevano perso efficacia in battaglia, dato che le contromosse erano ben note. Per questo motivo i monaci della Casata Principale decisero di creare la Divina Scuola di Hokuto; le tecniche Soke, considerate superate, non furono più insegnate, ma la loro conoscenza fu comunque tramandata grazie alla stele nascosta nella statua e per un motivo ben preciso: la Splendente Scuola di Hokuto (o scuola Liu) usava in maniera massiccia tali tecniche e un domani la loro conoscenza avrebbe potuto fare la differenza in uno scontro con la Divina Scuola di Hokuto, e ciò è esattamente quanto è avvenuto nello scontro tra Kenshiro e Kaioh. Ma cosa si celava davvero dentro la stele di Hokuto? A questo domanda risponde il manga Soten no Ken: al suo interno si trovava il monile contenente l’anima e lo spirito di Shuken, il primo successore. Yasaka, il successore della Scuola Lunare di Seito, possedeva un monile identico e speculare, con all’interno lo spirito di Yama, la donna amata da Shuken. Appresa la verità che Shuken non uccise Yama ma anzi la amò, Yasaka realizzò che il suo compito fosse quello di portare il monile con l’anima del primo successore della Divina Scuola di Hokuto alla torre santuario degli Yuezhi, affinché anche Yama potesse riposare in pace, ponendo in tal modo fine al rancore e all’odio fra le due scuole. Vi è di più: il monile di Yasaka, il cui nome è Yah, cioè dio in ebraico, si scopre esser stato parte del leggendario tesoro sparito dal sacro palazzo degli antichi ebrei, dimostrando così come il dio di Hokuto e il dio della Scuola Lunare di Seito fosse lo stesso. Per adesso mi fermo qui, ho già messo tantissima carne al fuoco; nella seconda parte parleremo delle tecniche più segrete della Divina Scuola di Hokuto, del suo rapporto con le altre scuole di Hokuto e di altro ancora.