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mercoledì 25 agosto 2021

La Seconda Era della Terra di Mezzo

 

Ben ritrovati, è passato parecchio tempo dal mio ultimo articolo ma sono certo che questo pezzo si farà perdonare l’attesa. È notizia di questi ultimi tempi che la serie dedicata all’universo di Tolkien arriverà su Amazon Prime a settembre 2022, quindi fra un anno circa. Si sa poco di questa serie, salvo che dovrebbe essere ambientata nella Seconda Era. Le vicende del film/romanzo de Il Signore degli Anelli si svolgono alla fine della Terza Era, diversi millenni dopo, quindi. Se siete fedeli lettori dell’opera di Tolkien, sapete già cosa aspettarvi. Se avete conosciuto la Terra di Mezzo solo grazie ai film o siete dei lettori smemorati, potreste invece avere qualche problema a raccapezzarvi. Parlando con amici fan dell’opera, ho scoperto che le conoscenze relative alla Seconda Era sono abbastanza scarse, e si fa spesso confusione tra gli eventi di questa era e di quella precedente. Per permettere ai non esperti di arrivare con le idee chiare all’appuntamento del 2022 con la serie tv, ho deciso di scrivere un articolo interamente dedicato alla Seconda Era ed alle sue vicende. Questo significa, tra le altre cose, che mi limiterò a toccare soltanto il necessario gli eventi della Prima Era, lasciando eventuali spiegazioni ad altri articoli, futuri o passati (ad esempio questo).

La Seconda Era inizia con la fine della Guerra dell’Ira, nella quale Morgoth, il Valar[1] rinnegato, viene sconfitto e scagliato fuori i confini del mondo dai suoi simili, nel corso di una battaglia che distrugge completamente il Beleriand, la parte più occidentale della Terra di Mezzo, e termina 3441 anni dopo con la battaglia sulle pendici dell’Orodruin (il Monte Fato), dove l’Ultima Alleanza di uomini ed elfi sconfigge Sauron, l’oscuro signore, seppur in maniera non definitiva, come ben sappiamo. Nel corso di questi 3441 anni succedono davvero un sacco di cose, le più importanti delle quali, per un verso o per l’altro, sono determinate o seguono le azioni di Sauron. Al termine della Grande Battaglia fra i Valar e Morgoth, Sauron, luogotenente di quest’ultimo, si arrende al potente Eonwe[2], ma viene avvisato che, per avere un completo perdono ed una punizione appropriata ai suoi crimini, dovrà recarsi in Aman[3], per essere giudicato dai Valar. Forse il pentimento di Sauron in questo momento è sincero, ma uno spirito orgoglioso come il suo non riesce ad accettare di sottomettersi al giudizio dei Valar e così fa l’unica cosa che può fare: fugge e si nasconde da qualche parte nella Terra di Mezzo.

 


Nel frattempo, la maggior parte degli Elfi Noldor sopravvissuti alla guerra fa ritorno a Valinor, dopo essere stati perdonati dai Valar. Alcuni esponenti di spicco di questa razza, tuttavia, restano nella Terra di Mezzo. Fra di loro troviamo Gil-Galad, figlio di Fingon e attuale Alto Re dei Noldor, che prende dimora nel Lindon; Galadriel, che diventa regina di Lorien; Elrond mezzelfo, che dimora nel Lindon insieme a Gil-Galad. Tutti sappiamo del ruolo che Elrond ricoprirà in futuro, ma non tutti si ricordano che Elrond aveva un fratello, Elros. I due erano figli di Earendil ed Elwing, e pertanto erano un incrocio fra umani ed elfi. Al termine della guerra, i Valar concessero ai mezzelfi di scegliere la loro razza di appartenenza: Elrond scelse la razza elfica e l’immortalità (non a caso è ancora vivo all’epoca delle vicende della Guerra dell’Anello, ben 6.000 anni dopo i fatti di cui stiamo discutendo); Elros, invece, scelse di essere un uomo mortale, sebbene gli venne concessa una vita lunga oltre 500 anni. Elros fu posto a capo dei Dunedain, gli uomini che nel corso della Prima Era combatterono Morgoth insieme agli elfi, e divenne il loro re. Come ricompensa per le loro gesta, i Valar donarono a questi uomini una vita lunga, sapienza e potere (grazie agli insegnamenti di Eonwe) e una terra dove vivere, un’isola a forma di stella che prese il nome di Numenor. L’isola era situata fra la Terra di Mezzo e Aman, il Reame Benedetto. I Dunedain, anche noti come Numenoreani, prosperarono nella loro nuova dimora: divennero grandi navigatori ed esploratori, ma sempre restando in stretto contatto con gli elfi, di cui erano amici ed alleati. Dall’isola di Numenor era possibile vedere le torri di Eldamar, la città degli Elfi Noldor in Aman, ma ai Dunedain era proibito veleggiare verso ovest o diventare immortali, in quanto tale dono era privilegio della stirpe elfica. Questi divieti diventeranno un problema, come vedrete, ma all’inizio della storia di Numenor le cose filavano lisce, i Dunedain rispettavano i Valar e adoperavano la lingua elfica come lingua ufficiale, al punto che ogni Re di Numenor, prima del nome, utilizzava il suffisso “Tar”, che significava alto, nobile. Elros, il primo re di Numenor, governò con il nome di Tar-Minyatur, ad esempio, e il suo regno durò fino all’anno 422 della Seconda Era, a testimonianza della lunga vita dei Dunedain di quell’epoca. Salpando dalla loro isola, i Numenoreani esplorarono il mondo e sbarcarono diverse volte sulla Terra di Mezzo, istruendo gli uomini più primitivi che vi abitavano. Circa dal 1200 SE (da adesso in poi utilizzerò questa sigla per le date, che ovviamente sta per Seconda Era) i Dunedain cominciarono a costruire insediamenti stabili nella Terra di Mezzo, fra i quali Umbar e Pelargir.

 


Nel frattempo, cosa faceva Sauron? L’Oscuro Signore rimase ben nascosto per oltre 500 anni, dopo i quali cominciò a rivelarsi apertamente. Verso l’anno 1000 SE aveva radunato abbastanza forze per insediarsi nella terra di Mordor e cominciare la costruzione della sua fortezza, Barad-dur. Ma i veri guai iniziarono verso l’anno 1500 SE: sotto le false spoglie di Annatar (signore dei doni), Sauron si presentò e fece amicizia con gli elfi Noldor che vivevano nell’Eregion e in particolare con Celebrimbor, un abilissimo artigiano. Con la combinazione della bravura dei Noldor e delle arti magiche di Sauron, iniziò la forgiatura degli Anelli del Potere. Dopo la creazione di alcuni anelli minori, Celebrimbor realizzò da solo i Tre Anelli degli Elfi[4], che quindi non furono mai toccati o corrotti da Sauron. In segreto, Sauron forgiò l’Unico Anello nel 1600 SE per dominarli tutti ma Celebrimbor se ne accorse, nascose i tre anelli e cominciò la Guerra tra gli Elfi e Sauron (1693-1700 SE), un conflitto che devastò le terre dell’Eregion e vide la morte dello stesso Celebrimbor. Fu proprio nel corso di questa guerra che, nel 1697 SE, fu fondato da Elrond il rifugio di Imladris, più comunemente noto come Rivendell o Granburrone. Gil-Galad, Alto Re dei Noldor, chiese aiuto ai Dunedain che, sotto la guida del loro re dell’epoca, Tar-Minastir, sbarcarono in forze nella Terra di Mezzo e sconfissero le forze di Sauron, il quale fuggì nuovamente a Mordor. Lo sbarco e la vittoria dei Numenoreani rappresenta forse il culmine del loro potere. Da questo momento in poi, le cose inizieranno a farsi più fosche, alludendo a futuri disastri.

 


I Dunedain divennero col tempo più forti, è vero, ma anche più orgogliosi e, soprattutto, insoddisfatti della loro condizione. Verso il 1800 SE iniziarono ad imporre obblighi e tributi agli uomini della Terra di Mezzo; nel mentre, il divieto dei Valar di veleggiare verso ovest e la visione delle torri degli elfi dalla loro isola senza poterle raggiungere, generò nei Dunedain un profondo malcontento. Non potendo diventare immortali ed invidiando gli elfi, gli abitanti di Numenor cercarono a modo loro l’immortalità nel potere, nella ricchezza e in suntuose costruzioni funebri. Intimamente, i Dunedain iniziarono a temere la morte, cercando di allontanarla con elaborati riti funerari, senza accorgersi che, contrariamente alle aspettative, la durata della loro vita si accorciava. Verso il 2300 SE, quello che prima era un malcontento sotterraneo, divenne manifesto: gli uomini di Numenor iniziarono a contestare apertamente i Valar, tagliarono i rapporti con gli elfi e abbandonarono l’usanza di usare nomi elfici per i loro regnanti, impiegando invece la loro lingua, l’Adunaico. Non tutti i Dunedain, ovviamente, rinnegarono il loro retaggio: un piccolo gruppo, noto come i Fedeli, rimase amico degli elfi e continuò ad avere rapporti con questo popolo, subendo ritorsioni e discriminazioni per questo. I Numenoreani iniziarono ad usare il titolo di Re degli Uomini, arrogandosi il diritto di governare l’intera razza umana. Anche Sauron, nel suo dominio di Mordor, cominciò ad usare questo titolo, ponendosi ovviamente in conflitto con l’orgoglio dei Numenoreani. Da questo momento in poi, le cose andranno rapidamente a peggiorare …

Nel 3255 SE salì al trono di Numenor Ar-Pharazon, detto il Dorato (notate il diverso linguaggio, in quanto, come ho detto, i Numenoreani avevano abbandonato la lingua elfica). Ar-Pharazon venne a sapere delle vanterie di Sauron e decise di sbarcare in forze sulla Terra di Mezzo, per confrontarsi direttamente con lui. Tale era la potenza e la vastità delle armate Numenoreane, che i servitori di Sauron rifiutarono lo scontro e fuggirono a gambe levate. Rimasto solo, Sauron si umiliò e si prostrò davanti al Re di Numenor, solleticando il suo folle orgoglio e convincendolo a portarlo su Numenor. Sauron arrivò sulll’isola come prigioniero ma, in poco tempo, convinse il re a lasciarlo libero ed anzi divenne il suo più fidato consigliere. Per 50 anni Sauron avvelenò Ar-Pharazon e il suo regno, dando effettivamente inizio ad un dominio di terrore. Convinse il re ad adorare Melkor[5] quale unico vero dio, fece costruire un tempio dove adorarlo e diede il via a dei sacrifici umani. Gli elfi furono definitivamente banditi, i Fedeli perseguitati ed utilizzati come vittime sacrificali. Alla fine, con la vecchiaia del re, Sauron convinse Ar-Pharazon che i Valar avessero imposto il divieto di navigare verso la loro terra ad ovest per tenere lontano gli uomini dall’immortalità. Ciò che più bramavano, la vita eterna, era a portata di mano, dovevano solo recarsi su Aman e reclamare il loro premio. La follia, le menzogne, la vecchiaia del re, tutto cospirò per l’ultimo atto di follia: nel 3319 SE un’immensa flotta salpò da Numenor e si recò ad ovest, sbarcando sulle spiagge del Reame Benedetto. In un silenzio carico di tensione, il vecchio re gridò la sua signoria sulla terra di Aman e reclamò l’immortalità per lui e il suo popolo. I Valar invocarono Eru[6], il supremo dio creatore, che intervenne per la prima ed unica volta da quando il mondo fu creato: le spiagge seppellirono le armate di Numenor, i mari spazzarono via la flotta mentre Numenor fu distrutta e si inabissò per sempre. A seguito di questo disastro, la stessa forma del mondo fu cambiata, diventando sferica[7] e rendendo impossibile a chiunque, salvo agli Elfi, di raggiungere Aman. Questo evento epocale, tuttavia, non fu la fine di tutti i Dunedain: il gruppo dei Fedeli, amici degli elfi, si mise in salvo sulle proprie navi e, guidato da Elendil e dai suoi figli Isildur e Anarion, sbarcò sulla Terra di Mezzo, dove fondò i Regni in Esilio, Gondor e Arnor.

 


Anche Sauron sopravvisse al disastro: la sua forma fisica perì nella distruzione di Numenor ma il suo spirito sopravvisse e tornò sulla Terra di Mezzo. Da quel momento, tuttavia, fu per sempre incapace di assumere un aspetto gradevole e si reincarnò come uno spaventoso signore oscuro. Sauron riunì le proprie forze e nel 3429 SE attaccò Gondor. I Dunedain di Gondor e Arnor si unirono agli elfi rimasti sulla Terra di Mezzo nell’Ultima Alleanza, allo scopo di contrastare il signore di Mordod. Nel 3434 i due eserciti si scontrarono nella Battaglia di Dagorlad, che vide uomini ed elfi trionfare. L’Ultima Alleanza cinse d’assedio Barad-dur per 7 anni, finché lo stesso Signore Oscuro non scese in campo. Nel 3441 SE, sulle pendici dell’Orodruin (il Monte Fato), avvenne la battaglia finale: Elendil e Gil-Galad atterrarono Sauron ma pagarono l’impresa con la vita; in quel mentre, Isildur, figlio di Elendil, tagliò il dito a Sauron, che perse l’Unico Anello e la sua forma fisica, venendo infine sconfitto. Una sconfitta non definitiva, come sappiamo, dato che Isildur non distrusse l’anello, ma che comunque pose fine alla guerra e alla Seconda Era. Il film del Signore degli Anelli si apre proprio con le immagini di questa battaglia e sono certo che tutti voi sapete cosa è successo dopo.

 

Spero che l’articolo vi sia piaciuto ed abbia risposto ai vostri eventuali dubbi. Per non appesantire la narrazione, ho messo delle note per fornire una spiegazione sintetica di alcuni termini o concetti. Tale spiegazione, quasi sempre legata a fatti o personaggi della Prima Era, è necessariamente semplificata. In futuro, chissà, potrebbe essere materia per un nuovo articolo.



[1] I Valar sono esseri superiori di immenso potere. Nel contesto della Terra di Mezzo possono essere equiparati a (piccole) divinità, ognuna con una sua sfera di influenza, in maniera simile agli dei dell’Olimpo.

[2] Eonwe appartiene ai Maiar, entità simili ai Valar ma di potere inferiore, in genere servitori di questi ultimi. Eonwe, Gandalf, Sauron e i Balrog sono tutti esempi di Maiar.

[3] Aman è l’isola-continente dove vivono i Valar e la maggior parte degli Elfi. Anche nota come Valinor o Reame Benedetto, si trova ad ovest della Terra di Mezzo.

[4] Vilya, l’anello dell’aria, era il più potente dei tre e fu posseduto prima da Gil-Galad, poi da Elrond. Narya, l’anello del fuoco, appartenne a Cirdan il marinaio, che lo cedette a Gandalf quando arrivò nella Terra di Mezzo, nella Terza Era. Nenya, l’anello dell’acqua, rimase sempre nelle mani di Galadriel.

[5] Melkor è il nome originario di Morgoth, il Valar rinnegato.

[6] Eru, anche detto Iluvatar, è il dio creatore originario di Arda (il reame), il mondo che comprende Aman e la Terra di Mezzo. E’ superiore ai Valar, che sono in effetti i suoi servitori, tuttavia è poco noto e raramente adorato o venerato, al contrario dei Valar.

[7] Prima dell’intervento di Eru, in effetti, il mondo era piatto. Dopo il disastro, il mondo diventò sferico e l’isola-continente di Aman fu rimossa fisicamente dal mondo. Gli elfi, tuttavia, possono ancora navigare verso ovest e raggiungere Aman, una sorta di “strada segreta” che è prerogativa della loro stirpe. Anche Bilbo e Frodo prenderanno questa via, in quanto portatori dell’Unico Anello e per concessione dei Valar.

venerdì 22 gennaio 2016

Tutto quello che avreste voluto sapere sulla Terra di Mezzo e il Signore degli Anelli



Ben ritrovati. Quello che (spero) vi apprestate a leggere è un articolo di approfondimento sul mondo fantasy creato da J.R.R. Tolkien. Chiunque ha visto i film de “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit” ma non ha letto i suoi libri (soprattutto il Silmarillion) si sarà fatto certamente alcune domande, tipo “Chi era davvero Gandalf?” oppure “Come mai la stirpe di Aragorn vive così a lungo?” e così via. Si tratta di domande che nei film, se va bene, ricevono una spiegazione a dir poco sibillina; se va male, si fa finta di nulla e si tira avanti. Nell’economia dei film non è un grosso problema, la storia deve scorrere senza bloccarsi su infinite spiegazioni; inoltre, questi misteri contribuiscono a creare un passato mitico alle vicende sullo schermo, rafforzando la sensazione di verosimiglianza e concretezza della Terra di Mezzo. Lo spettatore casuale registra l’esistenza di questioni insolute ma quando esce dalla sala spesso e volentieri se ne dimentica. Questo articolo non è per lui. Questo articolo è per chi si è appassionato alla saga ma non è un lettore di libri, è per chi vuole saperne di più ma non è ancora pronto a leggersi il materiale originale. Certo, è possibile rivolgersi genericamente ad internet ma, come spesso accade, quante più notizie trovi, tanto più è possibile uscirne con le idee confuse. L’alternativa sarebbe di chiedere all’amico nerd di turno, ma non tutti ce l’hanno. Il mio articolo vuole essere proprio questo, l’equivalente di una chiacchierata amichevole con un amico più esperto che ti prende per mano e risolve uno ad uno i tuoi dubbi, senza essere stucchevole o pedante, che ti fornisce le spiegazioni essenziali e solo quelle, così da non ritrovarsi in testa confusione e ulteriori domande.


La Compagnia dell’Anello si apre con una bellissima introduzione circa la forgiatura degli Anelli del Potere, la creazione dell’Unico Anello e la battaglia in cui Sauron, l’Oscuro Signore, fu apparentemente sconfitto. Quindi inizia la storia vera e propria, con una panoramica della Contea, mentre la voce narrante di Bilbo Baggins ci avverte che, secondo il computo del tempo, ci troviamo alla fine della Terza Era. Fermiamoci qui e torniamo indietro. Se Bilbo parla di una Terza Era, è abbastanza facile immaginare che ve ne sia stata una Prima ed una Seconda. Quando si sono svolti gli eventi visti nell’introduzione? In quale Era? E si parla di anni, secoli o millenni? Facciamo il punto della situazione. La Prima Era è la più importante in assoluto, sia per ciò che è avvenuto in essa, sia per i suoi strascichi nelle ere successive, ma al tempo stesso è impossibile dire quanto sia durata. Gli eventi che portarono alla creazione di Arda (termine generale che indica l’intero mondo, di cui la Terra di Mezzo è solo una parte) sono avvenuti in una sorta di vuoto atemporale. Come nelle mitologie del passato, gli eventi remoti vedono protagonisti gli dei o figure equivalenti, i quali agiscono in un tempo mitico, che non è lo stesso degli uomini. Il conto dei giorni in maniera convenzionale inizia con la creazione del Sole e della Luna: da quell’evento alla fine della Prima Era passano circa 600 anni. La Seconda Era dura poco più di 3400 anni e termina con la famosa battaglia fra Elfi, Uomini e le forze di Sauron che ci viene mostrata all’inizio del film. La Terza Era dura circa 3000 anni e si conclude con le vicende della Guerra dell’Anello, la distruzione dell’Unico e l’incoronazione di Aragorn. Dal punto di vista della storia, quindi, gli eventi che l’hanno messa in moto risalgono a più di 3000 anni prima, anzi di più, perché la forgiatura degli Anelli è ancora più antica, risale approssimativamente al 1500 della Seconda Era, (quindi 4500 anni prima degli eventi del film/libro). Chi ha creato gli Anelli del Potere? Furono gli elfi dell’Eregion, una regione della Terra in Mezzo, in particolare l’abilissimo Celebrimbor. Costui era un Elfo Noldor di grande abilità e perizia; nel suo lavoro fu aiutato da Sauron, sotto le celate spoglie di Annatar (il signore dei doni), ma i Tre Anelli degli Elfi furono creati interamente da Celebrimbor. In segreto, Sauron iniziò la fabbricazione dell’Unico Anello allo scopo di dominare tutti gli altri e, per farlo, riversò in esso la maggior parte del suo potere. Quando Sauron mise al dito l’Unico Anello, Celebrimbor capì di essere stato ingannato e nascose i Tre Anelli degli Elfi, affinché non finissero nelle sue mani, ma alla fine fu comunque ucciso. I Tre Anelli rimasero fuori dalla portata dell’Oscuro Signore, mantenendo integra la loro purezza e furono dati a Elrond, a Galadriel e a Cirdan, il custode dei Rifugi Oscuri. Quando Gandalf arrivò nella Terra di Mezzo (1000 Terza Era) Cirdan gli donò il suo anello, prevedendo (saggiamente) che il suo potere gli sarebbe stato d’aiuto nella sua missione. 


Restiamo su Gandalf, il suo personaggio è affascinante ma soprattutto misterioso: è un uomo? E se non lo è, cosa è? Come fa a tornare in vita? Da dove vengono i suoi poteri? Alla fine della trilogia, quando abbandona la Terra di Mezzo insieme a Elrond, Galadriel, Frodo e Bilbo, dove va esattamente? Sono domande da far tremare i polsi, la cui risposta è parecchio complessa, ma nondimeno dobbiamo provare a darla in maniera semplice. Iniziamo dicendo che Gandalf non è un essere umano, bensì una sorta di spirito incarnato. Il nome generico di questi spiriti è Ainur e ne esistono di vari tipi; i più potenti sono i Valar, che potete considerare come una sorta di divinità olimpiche, poiché ognuna governa un certo aspetto della natura; quindi seguono i Maiar, i loro servitori, di minor potere ma uguali nella sostanza. Gandalf, Saruman, il Balrog e persino lo stesso Sauron sono Maiar. Gandalf viene inviato nella Terra di Mezzo insieme ad altri (gli Istari, o Stregoni) per aiutare i popoli liberi nella guerra contro Sauron, è molto più potente di un uomo o un elfo ma, per esplicito divieto, non deve usare i suoi poteri in maniera diretta, bensì consigliare e guidare. Saruman tradì questi ordini, desiderando il potere per se, alleandosi addirittura con Sauron; Gandalf invece tenne fede al suo mandato, cercando di aiutare uomini ed elfi con consigli e saggezza, senza imporre la sua volontà. Le poche volte che utilizza i suoi poteri avviene quando è costretto a confrontarsi con creature terrificanti, come i Nazgul o il Balrog. Nello scontro con il Balrog, Gandalf viene effettivamente ucciso ma a morire è solo la sua forma corporea: il suo spirito viene rimandato indietro dai Valar a terminare il suo compito, assumendo poteri e compiti che erano di Saruman, il capo degli Stregoni. Gandalg il Grigio diventa Gandalf il Bianco e tanto al cinema che nel libro è possibile sentire la maggior aura di potere e di autorità che acquisisce Gandalf con questa “promozione”. Con la sconfitta di Sauron, il compito di Gandalf è terminato e può pertanto tornare a casa, nel continente ad ovest della Terra di Mezzo, Valinor, la terra dove dimorano i Valar. E’ possibile immaginarla, con buona approssimazione, come una sorta di paradiso in terra. Nella terra di Valinor vivono anche parecchi elfi ma nessun uomo, in quanto si tratta di un luogo interdetto alla razza umana. Come mai? (Bilbo e Frodo sono un’eccezione, è stato permesso loro di arrivarci, per speciale concessione dei Valar, in quanto portatori dell’Unico Anello). Tenete un attimo da parte questa domanda e passiamo alla prossima; vedrete che per rispondere ad una, risponderemo pure all’altra.


Aragorn non è un uomo qualunque, bensì un membro della razza dei Dunedain. Del tutto simili agli uomini, i Dunedain differiscono per una maggior lunghezza della vita (Aragorn ha circa 90 anni nel film/romanzo e vivrà fino ai 200 anni; altri esponenti della sua razza sono vissuti 500 anni e più) e per una maggior nobiltà e fierezza di spirito rispetto agli uomini comuni. In alcuni momenti del film i Dunedain vengono indicati come i discendenti o i successori di Numenor, senza fornire spiegazioni su cosa ciò significhi. Per rispondere è necessario partire da lontano, addirittura dalla Prima Era. Nei Tempi Remoti gli Elfi Noldor erano in guerra contro Melkor, un Valar rinnegato, più comunemente noto come Morgoth. E’ difficile da credere ma Sauron, l’Oscuro Signore, l’avversario della Guerra dell’Anello, in quei tempi era “soltanto” il luogotenente di questo spaventoso nemico. Alcuni uomini aiutarono gli elfi in quella guerra disperata: ne ricavarono dolore e morte ma anche gloria e riconoscenza. In seguito alla sconfitta di Morgoth, la maggior parte degli Elfi Noldor lasciò la Terra di Mezzo, tornando sul continente di Valinor. Gli umani che si distinsero per aver prestato aiuto agli elfi furono ricompensati con la signoria sull’isola di Numenor, un’isola a forma di stella ad ovest della Terra di Mezzo. Inoltre, questi uomini furono addestrati e istruiti da Eonwe, un Maiar (quindi uno spirito simile a Gandalf) di grande potere, e la durata delle loro vite notevolmente incrementata. Come avrete ormai capito, i Dunedain sono i discendenti degli uomini che aiutarono gli elfi nelle loro guerre contro Morgoth. Avrete notato che, mentre gli elfi tornarono su Valinor, ai Dunedain fu data un’isola. Come mai? Perché questa diversa scelta? Innanzitutto fate attenzione ai termini che ho usato: gli elfi “tornarono” su Valinor perché vi erano già stati, era stata casa loro per un numero incalcolabile di anni. Furono i Valar a portare gli elfi nella loro terra, una scelta che ebbe diverse conseguenze, non tutte buone, come l’Esilio dei Noldor e la guerra contro Morgoth. Per evitare analoghi problemi con gli esseri umani, i Valar non invitarono mai gli uomini nella loro terra ed anzi proibirono loro di accedervi. Così agli Uomini fu data l’isola di Numenor. Tuttavia, nelle storie del libro/film, noi vediamo i Dunedain abitare nella Terra di Mezzo. Che fine ha fatto l’isola di Numenor? Fu distrutta nel 3319 della Seconda Era a causa dell’ambizione folle di alcuni Dunedain e delle menzogne di Sauron. L’Oscuro Signore in persona, celato sotto piacevoli sembianze umane, aizzò il re di Numenor contro i Valar, promettendogli l’immortalità se avesse conquistato la loro terra. Quando l’esercito di Numenor sbarcò su Valinor, i Valar invocarono il potere di Eru, il dio creatore di Arda, che affondò Numenor e rimodellò la terra: navigando da est verso ovest, più nessuno sarebbe stato in grado di arrivare a Valinor (ad eccezione degli elfi, in virtù del privilegio accordatogli), chiunque altro avrebbe semplicemente circumnavigato il globo. Alcuni Dunedain si salvarono dal disastro: rimasti fedeli alle antiche tradizioni, ai Valar e amici degli elfi, fuggirono su alcune navi ed approdarono nella Terra di Mezzo, dove fondarono i Reami in Esilio, Arnor e Gondor. Arnor venne distrutta dalle continue guerre con il Re Stregone di Angmar (il capo dei Nazgul); Gondor prosperò ma, pur rimanendo un regno saldo, perse il re e la sua stirpe. Sarà Aragorn, della casa reale di Arnor, a salire sul trono di Gondor, come abbiamo visto nel film/romanzo. 


Siamo quasi alla fine. Cercate di resistere un altro po’. Ho cercato di rispondere ai maggiori dubbi che la visione del film poteva suscitare, evitando il più possibile di mettere altra carne al fuoco che, inevitabilmente, porterebbe ad altre domande. Almeno ad una, però, devo rispondere. Se avete letto con attenzione, vedrete che in diverse occasioni, parlando degli elfi, ho specificato Elfi Noldor. Che significa? Ci sono più tipi di elfi? La risposta è si, sebbene si differenziano fra loro non tanto per caratteristiche fisiche (tutti gli elfi sono più o meno uguali), bensì per le scelte che hanno compiuto e che li hanno portato a dividersi. Gli Elfi furono la prima razza a risvegliarsi nella Terra di Mezzo e furono invitati dai Valar a stabilirsi nel loro regno immortale. I Vanyar e i Noldor accettarono, i Teleri anche, sebbene non tutti alla fine si trasferirono. Coloro che rimasero nella Terra di Mezzo furono in seguito chiamati Sindar. Dei Vanyar si parla poco nei romanzi, non lasciarono mai Valinor e si distinguevano dagli altri elfi per i loro capelli dorati (tutti gli altri elfi hanno i capelli scuri). I Noldor sono i più famosi perché sono state le loro gesta a dare il via alla maggior parte degli eventi del mondo. Amanti dell’arte e della creazione materiale, furono esiliati a causa dello sconsiderato comportamento di uno di loro, Feanor, tornarono nella Terra di Mezzo e diedero guerra a Morgoth, il Valar rinnegato. Con la sconfitta di Morgoth alla fine della Prima Era, i Noldor furono perdonati dai Valar e riammessi nel loro reame, motivo per cui nella Terra di Mezzo, ai tempi della Guerra dell’Anello, ne sono rimasti davvero pochi (Galadriel è una di essi). Dei Teleri si è già detto, alcuni partirono per Valinor, altri rimasero nella Terra di Mezzo. Tutti gli Elfi che hanno vissuto su Valinor sono diventati più forti e potenti di quelli che non l’hanno fatto, stare a contatto con i Valar li ha fortificati nel corpo e nello spirito. Gli elfi rimasti nella Terra di Mezzo, quindi, sono in generale meno potenti dei loro cugini d’oltreoceano. 

Con questo abbiamo finito. Spero che abbiate gradito questo assaggio di mitologia tolkeniana. Se quello che avete letto vi stimola ad ulteriori domande e riflessioni, direi che è il momento per diventare dei veri fan ed iniziare a leggere libri. In alternativa (dannati pigroni!), potete chiedere al sottoscritto, qui sotto nei commenti. A presto.

lunedì 31 marzo 2014

Tutto quello che avreste voluto sapere su Ken il Guerriero ... (seconda parte)



Ben ritrovati. Vi avevo promesso un secondo articolo dedicato a Ken il Guerriero, ed eccolo qua. Nel primo pezzo abbiamo parlato della Divina Scuola di Hokuto, come è nata e come si è evoluta. Questa volta, invece, tratteremo di argomenti vari che mancano di un filo conduttore unico, e pertanto ho preferito strutturare l’articolo secondo uno schema di domanda e risposta. Spero vi piacerà.




Perché Kenshiro fu scelto come successore della Divina Scuola di Hokuto?

Ramon Kasumi, alias Ryuken, il 63° successore della Divina Scuola di Hokuto, non fu benedetto dalla nascita di un figlio. Quando la Divina Scuola è priva di un successore, spetta alla Scuola Liu fornirne uno. All’epoca dei fatti, all’incirca negli anni ’70, Jukei, il successore della Scuola Liu (meglio nota come la Splendente Scuola di Hokuto), inviò in Giappone da Ryuken 3 ragazzi: Raoh, Toki e Kenshiro, quest’ultimo appena in fasce. In Cina, la futura terra dei demoni, rimasero Kaioh (fratello maggiore di Raoh e Toki) e Hio, fratello maggiore di Kenshiro. Perché Kaioh e Hio non furono scelti come potenziali successori, a differenza dei fratelli? E’ lo stesso Hio, da grande, a spiegarlo: lui fu escluso per la sua debolezza, mentre Kaioh, nonostante il suo immenso talento, fu scartato per via del carattere violento. Una volta arrivati in Giappone, Raoh e Toki furono adottati temporaneamente da una coppia, che però morì poco dopo. Questa è solo una supposizione, ma è l’unica che può spiegare la presenza delle tombe dei genitori (adottivi) che Toki mostra a Kenshiro prima del duello con Raoh, in un punto del manga in cui non era ancora stata introdotta la terra dei demoni. Ryuken si era accordato con il padre adottivo di Raoh affinché prendesse uno dei bambini per insegnargli l’Hokuto. Per decidere quale bambino portare via con se, Ryuken fa precipitare Raoh e Toki da una scarpata: il primo che sarebbe riuscito a risalire in cima sarebbe stato il prescelto. Raoh però non ci sta, e riesce a scalare il dirupo trasportando il piccolo Toki che, altrimenti, gravemente ferito com’era, non ce l’avrebbe mai fatta da solo. Ryuken resta colpito da questo gesto e decide di prendere entrambi i bambini con se. Più avanti, anche Toki dimostrerà attitudine alle arti marziali e Ryuken insegnerà anche a lui la Divina Scuola di Hokuto.

Oltre a Raoh, Toki e Kenshiro, Ryuken adotta anche un altro ragazzo, Jagi. A dire la verità, nel manga originale si vedono altri aspiranti successori, come ad esempio il giovane Kim, ma in un modo o nell’altro, tutti vengono scartati, e alla volata finale per il titolo di successore si presentano in 4: Raoh, Toki, Jagi e Kenshiro (in ordine di età). Jagi è chiaramente il più debole, utilizza persino armi e trucchi scorretti nei duelli, Ryuken davvero non poteva sceglierlo! Restano gli altri tre. A detta di Kenshiro, la carica di successore sarebbe dovuta spettare a Toki: aveva la tecnica migliore e la giusta predisposizione d’animo per il fardello che questa carica comporta. La guerra nucleare cambia tutto: Toki si ammala gravemente esponendosi alle radiazioni per salvare Kenshiro e Yuria, il titolo di successore gli è ormai precluso. Restano in corsa Raoh e Kenshiro. Raoh è certamente il più forte, ma anche troppo ambizioso e Ryuken diffida (giustamente) delle sue intenzioni. La scelta, pertanto, ricade su Kenshiro. Al momento in cui gli viene conferito il titolo di successore, Kenshiro è ancora immaturo, e neppure tanto forte (relativamente parlando), al punto che Shin, un maestro di Nanto, lo sconfigge facilmente. Però Ryuken ci ha visto bene nella sua scelta: Kenshiro ha le giuste qualità morali per essere il maestro della Divina Scuola di Hokuto. L’empatia e la compassione del giovane Kenshiro lo porteranno con il tempo a diventare il maestro di Hokuto più forte di tutti i tempi!




Cosa rende la Divina Scuola di Hokuto l’arte marziale più potente di tutte?

La Divina Scuola di Hokuto nasce dalla fusione del Soke, l’arte di combattimento della Casa Madre di Hokuto, con le tecniche della Scuola Lunare di Seito, l’arte marziale degli Yuezhi. La Scuola Soke di Hokuto possedeva potenti tecniche difensive, ma difettava di colpi mortali. La Scuola Lunare di Seito, al contrario, era carente in difesa ma disponeva di tecniche offensive letali, come la conoscenza dei punti di pressione del corpo umano. A dire la verità, c’è una leggera incongruenza tra le due serie, poiché le contromosse incise sulla sacra stele di Hokuto dimostrano come il Soke già possedesse la tecnica dei punti di pressione. Possiamo ipotizzare, allora, che la conoscenza degli tsubo da parte della scuola Soke fosse ad un livello embrionale, oppure limitata ad un numero ristretto di punti di pressione. Se fosse così, si spiegherebbe come mai il Soke aveva perso la sua efficacia, al punto che i monaci della Casa Madre di Hokuto ritennero necessario creare una nuova scuola di lotta. La Divina Scuola di Hokuto nasce proprio con lo scopo di superare i limiti del Soke, e la conoscenza estesa dei punti di pressioni gli fornisce i mezzi per diventare l’arte marziale più potente di tutte. Innumerevoli sono i colpi micidiali di cui fanno sfoggio Kenshiro, Raoh e Toki nel corso dell’intera serie, e il discorso potrebbe anche finire qui. Se vogliamo fare i precisini, però, occorre dire che esiste almeno una capacità che dà alla Divina Scuola un grande vantaggio su tutte le altre: la tecnica del Riflesso Spirituale. Con questa tecnica il maestro della Divina Scuola di Hokuto, dopo aver osservato gli attacchi e i movimenti dell’avversario, può decifrare e vanificare le sue mosse, arrivando persino a replicarle. Come sottolinea efficacemente Ken dopo il primo scontro con Kaioh: “Io non perdo due volte contro lo stesso avversario”.

Una domanda legittima che ci si potrebbe porre, a questo punto, è: solo Kenshiro, il maestro della Divina Scuola di Hokuto, possiede la tecnica del Riflesso Spirituale, oppure è conosciuta anche da Raoh e Toki? Così su due piedi, mi verrebbe da dire che il Riflesso Spirituale è una tecnica generica della Divina Scuola di Hokuto; leggendo il manga con più attenzione, però, il dubbio si fa strada. Innanzitutto, non si vedono mai Raoh o Toki utilizzare questa tecnica, né si menziona il fatto che siano in grado di usarla. Nelle rare occasioni in cui il manga parla del Riflesso Spirituale, c’è di mezzo solo Kenshiro, con un paio di eccezioni dubbie che non aiutano a risolvere il mistero. Quale che sia la verità, riflettiamo un attimo su una cosa: noi sappiamo che esistono delle tecniche segrete riservate unicamente al successore della Divina Scuola di Hokuto. Ne sono un esempio la tecnica del Cuore delle Sette Stelle, con cui Ryuken riesce quasi a sconfiggere Raoh, oppure il Drago Azzurro tra le Reti del Cielo, usata da Kenshiro Kasumi contro Zong-Wu alla fine del prequel. La tecnica del Riflesso Spirituale potrebbe far parte di questa ristretta cerchia di mosse segrete, e se così fosse, non ci sarebbe da stupirsi. Le tecniche segrete della Divina Scuola permetterebbero al maestro di Hokuto di mantenere la propria supremazia rispetto agli altri adepti che hanno studiato l’Hokuto ma non sono divenuti successori. Gli sconfitti nella gara per la successione hanno il divieto di continuare a praticare l’Hokuto, un divieto che talvolta deve essere imposto con la forza. Le tecniche segrete riservate al successore, tra le altre cose, sarebbero di grande aiuto in questi casi, visto che si tratta di duelli interni alla Divina Scuola, e pertanto molto pericolosi.

Sembrerà strano dopo tutto ciò che ho detto, ma esiste una tecnica ancora più potente del Riflesso Spirituale. Se però ne parlo soltanto adesso, è perché si tratta di una tecnica davvero unica, e la sua peculiarità sta nel fatto che nei 2000 anni di storia dell’Hokuto, soltanto Kenshiro (e poi anche Raoh) è stato in grado di utilizzarla!!! Si tratta della Reincarnazione nell’Inconscio (nota nel cartone come Trasmigrazione attraverso Satori) e consiste nell’evitare le tecniche dell’avversario in maniera inconscia ed istintiva. Il corpo del maestro di Hokuto si smaterializza, vanificando qualunque attacco nei suoi confronti. Il segreto per apprendere la Reincarnazione nell’Inconscio risiede nella tristezza e nella compassione: solo un guerriero che imprime nel suo cuore queste emozioni può utilizzare tale tecnica. Kenshiro è il primo a fare sua la mossa suprema di Hokuto, confermando così di possedere le qualità morali necessarie per essere il successore della Divina Scuola; anche Raoh, in seguito, riuscirà ad apprendere la Reincarnazione nell’Inconscio, ma per farlo dovrà ammettere a se stesso che l’amore che prova per Juria è più importante della sua ambizione di diventare il conquistatore del mondo.




Qual è il rapporto fra le varie scuole di Hokuto?

All’inizio del manga c’era solo la Divina Scuola di Hokuto; nel corso della seconda serie, Kenshiro scoprì l’esistenza della Splendente Scuola di Hokuto. Nel prequel le scuole di Hokuto si moltiplicano a dismisura con l’introduzione delle Scuole Sun, Cao e Liu, sebbene poi si venga a sapere che la scuola Liu è solo un altro nome della Splendente Scuola. Come già detto nel primo articolo, le scuole Sun, Cao e Liu avevano lo scopo di proteggere i tre generali delle tre nazioni in cui la Cina si era divisa nel 200 d.C. circa. Non è chiaro se tali scuole siano dei rami scismatici della Divina Scuola, o vere e proprie branche sviluppatesi autonomamente dalla Casata Principale di Hokuto. Sia come sia, la supremazia della Divina Scuola nei confronti delle tre scuole minori non è mai stata messa in discussione.

La caratteristica della scuola Sun di Hokuto risiede nella telecinesi e nelle tecniche di controllo dello spirito. Kuang Yun Wang, più famoso come il Re degli Spiriti, ne è il suo più noto esponente, nonché rivale di Kenshiro Kasumi, il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto protagonista del prequel. Il Re degli Spiriti desiderava confrontarsi con la Divina Scuola, mal sopportando la sua supremazia rispetto alle altre scuole di Hokuto; a tal fine riuscì a sviluppare una tecnica molto pericolosa chiamata Divina Frenesia, che operava il dislocamento dei punti di pressione. In questo modo il Re degli Spiriti riteneva di poter mettere in difficoltà Kenshiro Kasumi e le sue tecniche basate sulla pressione degli tusbo. Naturalmente non andò così, perché Kuang Yun Wang scoprì troppo tardi che alcuni punti di pressione, in particolare quelli delle articolazioni, non potevano essere dislocati, e fini per essere sconfitto dal maestro della Divina Scuola di Hokuto.

La Scuola Cao di Hokuto si basa invece su colpi di potenza e sul controllo della mente. Il suo maestro, Tai-Yan Zhang, affrontò Kenshiro Kasumi in un paio di scontri: dopo il primo duello, Kenshiro Kasumi mise a nudo i segreti della Scuola Cao grazie alla tecnica del Riflesso Spirituale, e sconfisse nettamente Tai-Yan nella seconda sfida. Un’ennesima riprova, semmai ce ne fosse bisogno, della superiorità della Divina Scuola di Hokuto.

Rimane da parlare della Scuola Liu, nota anche come Arcana Arte o Splendente Scuola di Hokuto, e vale la pena spendere due paroline in più rispetto alle altre. Kenshiro scopre l’esistenza della Splendente Scuola quando si reca nella terra dei demoni: si tratta di un’arte marziale terrificante, che fa largo uso di onde di energia e che insegna ad anticipare il nemico utilizzando lo spirito combattivo. La capacità della Splendente Scuola di manipolare lo spirito combattivo è superiore persino alla Divina Scuola, come Kenshiro imparerà a sue spese affrontando Kaioh. La Splendente Scuola viene descritta come un’arte diabolica, capace di corrompere l’anima dei suoi praticanti, rendendoli smodatamente ambiziosi e crudeli. Jukei, il vecchio maestro della Splendente Scuola, rivelò al suo ex-allievo Hio come questa lo fece impazzire, facendolo entrare nel Mondo Diabolico; si tratta di uno stato mentale alterato che permette di accedere alle tecniche più potenti e micidiali di quest’arte, ma al tempo stesso corrompe l’anima di una persona al punto da fargli commettere le azioni più turpi. Sotto l’influenza del Mondo Diabolico, Jukei uccise la moglie e la figlia, e ci volle tutta la forza di un giovane Ryuken per riportarlo alla ragione; nello scontro Ryuken ebbe la meglio unicamente perché Jukei non si era ancora abituato ai nuovi poteri ottenuti, e questo la dice lunga sulla forza della Splendente Scuola. Jukei giurò di non tramandare più l’Arcana Arte, ma quando il suo paese fu invaso da una potenza straniera in una delle tante guerre che anticiparono la distruzione atomica, infranse il giuramento e la insegnò a tre ragazzi: Kaioh, Hio e Han, i futuri tre generali supremi della terra dei demoni. Più in là negli anni, Jukei insegnò i rudimenti della Splendente Scuola anche ad un altro ragazzo, il giovane Orca, che però non raggiunse mai il livello di potere dei tre generali. Quel poco che imparò, tuttavia, bastò a corrompere il suo cuore, e fu solo grazie a Kenshiro e all’amore di Reia che Orca tornò ad essere il buon ragazzo di un tempo prima di morire. Il rapporto fra la Splendente Scuola e la Divina Scuola è molto stretto e viene rivelato quando Kenshiro riesce finalmente a leggere la stele segreta di Hokuto. Shuken e Ryuoh, i fondatori rispettivamente della Divina e della Splendente Scuola, erano cugini ed appartenevano entrambi alla Dinastia Principale di Hokuto. Ambedue le scuole si sono sviluppate a partire dalla tecnica Soke, ma mentre la Divina Scuola di Hokuto nasce con l’intenzione di superare la tecnica originaria, la Splendente Scuola appare ancora profondamente legata alle sue origini. La Divina Scuola è un’arte da campo da battaglia, duttile e mutevole, in grado di adattarsi ai colpi dell’avversario grazie alla tecnica del Riflesso Spirituale; la Splendente Scuola, invece, è una sorta di estremizzazione della tecnica Soke, e fa un uso smodato dello spirito combattivo per abbagliare e confondere l’avversario. E’ una tecnica temibile ma a differenza della sua consorella, non si è mai realmente confrontata con le altre scuole perché si riteneva superiore, e per questo ha mancato di evolversi. Nel prequel veniamo a sapere altri fatti riguardanti la Splendente Scuola, non tutti concordanti con quanto già noto. La Scuola Liu di Hokuto (come viene chiamata in questo manga) è sottomessa alla Divina Scuola, ed ha il compito di fornire un successore se questa ne è priva. La cosa ha senso: innanzitutto perché i membri della Scuola Liu fanno comunque parte della Dinastia Principale di Hokuto (ricordate? I primi fondatori erano cugini); in secondo luogo spiega perfettamente perché Jukei inviò Raoh, Toki e Kenshiro da Ryuken in Giappone. Il successore della Divina Scuola di Hokuto deve mettersi alla prova contro il successore della Scuola Liu in un duello noto come Rito del Dono Celeste affinché possa essere confermato ufficialmente nel suo ruolo. Alla fine del combattimento (che la Divina Scuola non ha mai perso), il neo successore viene portato alla stele di Hokuto, dove può così apprendere tutta la storia della sua scuola, oltre alle contromosse segrete dello stile Soke. Questa informazione, sia pure inaspettata, non è in antitesi con ciò che sappiamo dal manga originario. A causa della guerra atomica e dell’isolamento forzato della terra dei demoni (la Cina), Kenshiro non poté mai compiere tale rito, restando così all’oscuro delle vere origini della sua scuola. Ryuken certamente doveva conoscere la verità, ed è difficile capire perché non ne fece mai parola con Kenshiro, ma questa incongruenza appare già nel manga originale; una possibile spiegazione si potrebbe trovare nella morte prematura di Ryuken per mano di Raoh, ma si tratta di pura speculazione. Il vero nodo della discordia fra le due serie è nel fatto che nel manga originale la Splendente Scuola ci viene dipinta come un’arte diabolica, mentre nel prequel la Scuola Liu appare come una disciplina tutto sommato rispettata. Certo, il maestro della Scuola Liu, Zong-Wu, rivale di Kenshiro Kasumi, sarebbe da catalogare fra i “cattivi”, ma non arriva mai a mostrare segni di pazzia o di possessione diabolica come Kaioh e anzi, alla fine del manga, trova la pace interiore e riesce in parte a riabilitarsi. In questo caso c’è poco da fare, si tratta di una incongruenza impossibile da sanare.

Esiste un’altra scuola di Hokuto, anche se non ne porta il nome: è la Sacra Scuola della Croce del Sud. Sebbene il nome sembri suggerire la sua appartenenza alle discipline di Nanto, si tratta in realtà di un scuola scismatica di Hokuto: Rui-Ying Wei, il fondatore di questa scuola, era un tempo membro della Scuola Liu di Hokuto. Abbandonò la sua scuola originaria dopo che il suo maestro Xuan-Xin Liu gli negò il permesso di sfidare la Divina Scuola di Hokuto. Rui-Ying creò così una scuola scismatica basata su attacchi taglienti ma, a dispetto del nome e dai colpi che porta, non ha nulla a che fare con Nanto, trattandosi invece di una branca minore dell’Hokuto.




Era davvero necessario il segreto della stele di Hokuto per sconfiggere Kaioh?

Kaioh, il maestro della Splendente Scuola di Hokuto, è stato il rivale più potente e pericoloso di Kenshiro, anche più dello stesso Raoh. Totalmente malvagio e privo di scrupoli, Kaioh desiderava porre termine alla situazione di inferiorità della sua arte nei confronti della Divina Scuola di Hokuto, ed iniziare una nuova era in cui lui e la sua tecnica avrebbero governato il mondo. Secondo Jukei, il vecchio maestro di Kaioh, nei ricordi di Hio è celata la chiave per accedere alla vera forza di Hokuto ed apprendere così la tecnica segreta necessaria per sconfiggere la Splendente Scuola. Quando Kenshiro affronta Kaioh per la prima volta, non sa nulla di tutta questa storia, e viene letteralmente massacrato: neppure con la Reincarnazione nell’Inconscio riesce a contrastare il violento spirito combattivo di Kaioh. Distorcendo lo spazio ed alterando la gravità grazie alla sua migliore tecnica, la Tempesta del Buio Splendente, Kaioh sconfigge facilmente il più forte maestro di Hokuto di tutti i tempi! Solo grazie all’intervento di Orca ed al sacrificio di suo padre e della sua banda di pirati, Kenshiro riesce a salvare la pelle. Più avanti nella storia, Kenshiro lotta contro suo fratello Hio; avendo già combattuto contro Kaioh, Kenshiro è in grado di contrastare le mosse della Splendente Scuola, mentre viene messo in difficoltà dalle tecniche Soke che Hio, primogenito di Hokuto come lo stesso Kaioh, conosce in maniera istintiva. Sappiamo cosa avviene dopo: Hio recupera la memoria ed indica a Kenshiro dove trovare la stele segreta di Hokuto. Dopo averla letta, Kenshiro apprende tutte le contromosse alle tecniche Soke e si presenta allo scontro finale contro Kaioh assolutamente preparato. In grado di neutralizzare le mosse della Splendente Scuola grazie alla tecnica del Riflesso Spirituale e con la conoscenza del Soke appena ricevuta dalla stele, il destino di Kaioh è segnato. Possiamo così dare una risposta alla domanda: si, era davvero necessario conoscere il segreto della stele per sconfiggere Kaioh; però, pur svelando il segreto di Hokuto, Ken sarebbe stato sconfitto ugualmente da Kaioh al primo scontro, dato che la stele contiene solo le contromosse del Soke, e niente invece per bloccare la Splendente Scuola. Logicamente parlando, la cosa ha senso: quando i monaci della Casata Principale di Hokuto crearono la stele, 2000 anni fa, né la Divina Scuola né la Splendente Scuola erano ancora nate. Kenshiro riesce a neutralizzare le tecniche dell’Arcana Arte solo dopo averle sperimentate su di sé. Questo conduce, però, al risultato paradossale per cui la Splendente Scuola, al primo scontro, batterà sempre la Divina Scuola! L’incongruenza nasce dai vari buchi a livello di trama e sceneggiatura presenti in tutto il manga, ma questa spiegazione non ci può bastare. Possiamo allora dire che si, la Splendente Scuola è una disciplina terrificante, in grado di schiacciare facilmente qualunque avversario; la Divina Scuola di Hokuto non è meno potente, ma la sua vera forza è nella capacità di adattarsi al nemico, nello studiare le sue tecniche e vanificarle. Una volta neutralizzata, la Splendente Scuola perde tutta la sua potenza, mentre la Divina Scuola non potrà mai perdere la sua efficacia. Questo è il motivo per cui la Divina Scuola di Hokuto è l’arte marziale suprema: può perdere una battaglia, ma non la guerra! C’è poi da dire, per correttezza, che solo i praticanti della Splendente Scuola posseduti dal Mondo Diabolico sono in grado di portare un attacco devastante come la Tempesta del Buio Splendente; senza questo particolare potere, la Divina Scuola di Hokuto è in grado di prevalere anche al primo scontro, esattamente come avviene nel duello fra Kenshiro e Han, il terzo generale.




Quali sono i rapporti fra le scuole di Hokuto, Nanto e Gento? Qual è la più forte?

Anche se la Divina Scuola di Hokuto è la protagonista indiscussa del manga, esistono altre scuole di lotta, i cui maestri hanno talvolta messo alle strette Kenshiro. Le due più importanti sono la Sacra Scuola di Nanto e l’Imperiale Scuola di Gento. La Sacra Scuola di Nanto è rappresentata dalla costellazione della Croce del Sud, e le sue tecniche mirano a distruggere il corpo dall’esterno. Gli attacchi della disciplina Nanto perforano o tagliano il corpo dell’avversario, e in ciò sono l’esatto opposto della Divina Scuola di Hokuto che, tramite la pressione degli tsubo, distrugge il corpo dall’interno. Come dice Rei a Kenshiro, la Scuola di Nanto è una disciplina Yang, estremamente diffusa al punto da comprendere diversi stili e scuole minori al suo interno; l’Hokuto, invece, essendo Ying, ha percorso la strada opposta, e viene tramandata da un solo maestro ad un solo discepolo. Esistono 108 stili della Sacra Scuola di Nanto, alcuni dei quali prevedono persino l’utilizzo di armi bianche; tutti quanti, in ogni caso, fanno capo alle sei scuole principali guidate dagli uomini che hanno raggiunto i massimi livelli nella disciplina Nanto. Tanto i sei maestri che le sei scuole sono influenzati da una stella diversa: Shin, maestro della scuola dell’Aquila Solitaria, è guidato dalla stella del martirio; Rei, maestro della scuola dell’Uccello d’Acqua, è protetto dalla stella della giustizia; Juda, maestro della scuola della Gru Cremisi, fa riferimento alla stella della malia o dell’inganno; Shew, maestro dell’Airone Bianco, appartiene alla stella della benevolenza; Souther, maestro della scuola della Fenice, è legato alla stella del comando o della dittatura; Juria, la donna di Kenshiro, non sappiamo a che scuola appartenga (anche perché non è una combattente), ma ha ugualmente una stella protettrice, la stella dell’amore materno. Un tempo le sei scuole proteggevano i portoni del castello dell’imperatore (della Cina); dopo la guerra nucleare, le sei scuole si divisero in due fazioni: una che desiderava la pace, l’altra che bramava il potere. Sul punto di pacificarsi, Juda, istigato da Souther, tradì con l’inganno, portando con se i 23 stili di Nanto sotto il suo controllo e si alleò con il Re Guerriero, cioè Raoh. Caduta una stella, anche le altre si dispersero, ed iniziò così il declino della Scuola di Nanto. Secondo Shew, maestro di Nanto e amico di Kenshiro, le stelle della Croce del Sud non possono splendere più dell’Orsa Maggiore, la costellazione tutelare della Scuola di Hokuto. Se Nanto sprofonda nel caos, spetta ad Hokuto riportare l’ordine: diversi guerrieri di Nanto cercarono di elevarsi al rango di conquistatori, ma Kenshiro si scontrò ripetutamente con tutti loro, in particolare con Souther, riuscendo a sconfiggerli tutti.

L’Imperiale Scuola di Gento è simboleggiata dalla stella dell’Orsa Polare. Essa è la scuola che più direttamente rappresenta l’imperatore della Cina, ergendosi al suo fianco come protettrice e guardiana. Se l’Hokuto distrugge il corpo dall’interno, la Scuola di Gento è specializzata nel distruggerne le cellule: i suoi adepti utilizzano lo spirito combattivo come un’arma, potenziandolo e trasformandolo al fine di disgregare il corpo del nemico. Colpi di energia, mani che si trasformano in lame dorate, il potere di congelare la materia con lo spirito: sono solo alcune delle incredibilità capacità sfoggiate dai maestri di Gento. I maestri di Gento che compaiono nel manga sono solo tre: Shoki, Solia della Luce Purpurea e Falco il Dorato, il successore della scuola.

Dopo questa breve panoramica, appare chiaro come entrambe le Scuole di Nanto e di Gento, esattamente come Hokuto, siano legate all’imperatore della Cina. La Divina Scuola di Hokuto ha il compito di proteggere l’imperatore celeste, ma svolge questo compito da dietro le quinte. Il maestro di Hokuto, in questa prospettiva, è una sorta di assassino silenzioso che colpisce dall’ombra. La Divina Scuola, però, è anche un’arte da battaglia, e in questa veste il suo scopo è quello di proteggere gli eroi e difendere la pace. Tutto l’opposto della Scuola Liu: il suo successore, Zong-Wu, arriva a dire che il suo compito è quello di uccidere gli eroi e farsi beffe della storia, un chiaro sintomo della degenerazione di questa scuola verso il male. L’Imperiale Scuola di Gento ha il compito di difendere gli imperatori celesti, ma diversamente da Hokuto svolge il suo ruolo alla luce del sole come guardia del corpo. La Sacra Scuola di Nanto, invece, custodisce l’accesso al palazzo dell’imperatore: i suoi maestri difendono i cancelli della residenza imperiale nel loro ruolo di comandanti dell’esercito.

Resta un solo punto da chiarire: qual è la scuola più forte fra le tre? La risposta, in questo caso, è semplice: la Divina Scuola di Hokuto! All’inizio del manga è il dualismo Nanto-Hokuto a tenere banco. Le due scuole sono descritte come speculari e, teoricamente, alla pari. Man mano che la storia prosegue, il divario fra Hokuto e Nanto aumenta a dismisura, e quando Kenshiro liquida con facilità persino Souther, il membro più forte della scuola di Nanto, lo strapotere della scuola di Hokuto è ormai palese. Il finale della prima serie è tutto incentrato sullo scontro fra Kenshiro e Raoh, con la scuola di Nanto a svolgere un ruolo del tutto marginale. Nella seconda serie viene introdotta l’Imperiale Scuola di Gento, e Kenshiro deve vedersela prima con Solia e poi con Falco. Solia riesce a far scorrere il sangue di Ken, ma viene comunque fatto fuori con facilità. Lo scontro con Falco è più impegnativo ma alla fine del duello appare chiaro che, se Ken avesse voluto, avrebbe potuto uccidere il successore di Gento senza problemi. Indebolito dallo scontro con Kenshiro, Falco trova la sua fine nella terra dei demoni, ucciso addirittura da uno Shura senza nome appartenente al rango più basso dei demoni. Questo non depone granché a favore della Scuola di Gento, ma il problema qui riguarda la coerenza interna della saga. I guerrieri della terra dei demoni vengono inizialmente descritti come dei combattenti formidabili, al punto che uno di loro riesce persino ad abbattere Falco; più avanti nella storia vengono drasticamente depotenziati, dimostrando lo stesso livello di forza dei punk con la cresta che infestano la prima serie del manga. La sconfitta di Falco contro un demone, quindi, non dovrebbe essere considerata al fine di valutare la forza dell’Imperiale Scuola di Gento; di sicuro, però, Gento è inferiore all’Hokuto. Per quanto riguarda i rapporti di forza fra Nanto e Gento, non ci sono scontri diretti nel manga. Ipotizzerei la superiorità di Gento per via di una maggior consapevolezza nell’utilizzare lo spirito combattivo come arma.




In che periodo la Divina Scuola di Hokuto si è spostata in Giappone?

La Divina Scuola di Hokuto è nata in Cina, così come tutte le scuole minori di Hokuto. Kenshiro però è giapponese, e buona parte del manga originale è ambientato nel Giappone post-atomico. Anche Kenshiro Kasumi, il suo antenato, è giapponese. Nel corso del manga prequel si reca a Shangai, dove affronta i diversi maestri delle altre scuole di Hokuto. In particolare è Tai-Yan, il successore della scuola Cao di Hokuto, ad ironizzare sullo stato di torpore in cui verserebbe la Divina Scuola di Hokuto a causa del suo trasferimento in Giappone. Mi sono sempre chiesto quando e perché la Divina Scuola di Hokuto si sia spostata dalla Cina al Giappone, e la risposta è arrivata alla fine del prequel. Nel corso del Rito del Drago Celeste, Kenshiro Kasumi entra in contatto con la sacra stele che contiene la storia dei maestri di Hokuto vissuti prima di lui, scoprendo così che all’epoca della Dinastia Tang, l’allora successore lasciò la Cina per accompagnare il monaco Kukai in Giappone. Kukai (774-835 d.C.) è una figura storica realmente esistita: noto dopo la sua morte con il titolo onorifico di Kobodaishi, fondò la scuola buddista Shingon in Giappone. Dunque, al momento dell’olocausto nucleare, la Divina Scuola di Hokuto si trovava in Giappone da più di 1000 anni.


Qual è il rapporto di parentela fra Kenshiro Kasumui e Kenshiro? 
Kenshiro Kasumi, il protagonista del prequel, è il 62° successore della Divina Scuola di Hokuto. Kenshiro, il protagonista del manga originale, è il 64° successore della Divina Scuola di Hokuto. A parte il nome e l’estrema somiglianza fisica, nei fumetti non si accenna a nessun rapporto di parentela fra i due, perlomeno non esplicitamente. Se teniamo a mente tutto ciò che abbiamo appena detto della Divina Scuola di Hokuto e ci facciamo due conti, è possibile fare qualche ipotesi. Kenshiro nasce in una data imprecisata degli anni ’70. Kenshiro Kasumi, negli anni ’30, ha un’età compresa fra i 20 e i 30 anni. Se Kenshiro Kasumi fosse il padre di Kenshiro, dovrebbe avere 60-70 anni al momento della nascita del figlio, decisamente troppo; è più probabile, a questo punto, che Kenshiro Kasumi sia il nonno. Ramon Kasumi, alias Ryuken, fratellastro di Kenshiro Kasumi, divenne successore della Divina Scuola (il 63°) dopo di questi; non avendo figli maschi, Ryuken adottò dei ragazzi al fine di tramandare la sua arte. Jukei inviò da oltre il mare Raoh, Toki e Kenshiro secondo la regola per cui, se la Divina Scuola non ha un successore, spetta alla scuola Liu fornirne uno. E chi meglio di Kenshiro, discendente del precedente maestro, avrebbe potuto inviare?